L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Editoriale

L’illusione di essere informati su tutto e il monito del Papa

di Adolfo Spezzaferro -


No alla dittatura dei clic, ha ragione papa Leone XIV. Comunicare non significa catturare l’attenzione. Nell’epoca in cui ogni notizia deve colpire a prescindere, il problema non è soltanto come comunichiamo, ma come finiamo per pensare.

Il clickbait serve a “vendere” un fatto. Tuttavia l’attenzione non è una merce da spartirsi tra “spacciatori di notizie”, ma una forma di rispetto. Prestare attenzione infatti significa concedere tempo all’altro, verificare prima di giudicare, accettare che una storia, una sequenza di fatti, se è complessa, non può risolversi in pochi secondi né tramutarsi in una sentenza sui social. Il flusso incessante delle informazioni (spesso prive dei parametri deontologici della nostra professione, a partire dalla verifica delle fonti) rischia infatti di produrre il paradosso di un’epoca iperconnessa ma sempre meno capace di ascoltare. Sappiamo tutto, o crediamo di sapere tutto, e spesso comprendiamo sempre meno.

La velocità diventa così nemica del discernimento. Per questo l’invito del Pontefice a una “conversione dello sguardo” non riguarda soltanto i credenti, è una questione civile. Una democrazia ha bisogno di cittadini capaci di fermarsi a leggere, confrontare, dubitare. Difendere l’attenzione significa allora difendere la libertà di voler capire. Andare a fondo, quando serve, per tenere sveglia la coscienza critica.

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