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Sociale

Maria Franca Ferreo: un dolce ricordo

di Vincenzo Viti -


Crediamo non possa esserci occasione più “dolce” per riservare un ricordo particolarmente riconoscente ad una autentica Signora di un costume civile e solidale sempre più raro. Maria Franca Ferrero, regina delle Langhe, moglie del fondatore della più illustre industria dolciaria, è venuta a mancare nella sua Alba, patria (con Perugia) di un venerato prodotto nazionale come il cioccolato. 

Ne scrivo da “storico” testimone di un evento che sconvolse la Basilicata.

Operavo nel Governo regionale guidato da Vincenzo Verrastro, un grande Presidente, al tempo del terremoto dell’80 che colpì Campania e Basilicata.

Fummo impegnati nel far fronte ad una delle più gravi emergenze, vive tuttora nel ricordo collettivo di una comunità fragile ed estetista. Fu immediata febbrile mobilitazione e si lavorò immediatamente alla ricostruzione e al rilancio delle economie delle zone interne devastate dal sisma. Inaugurammo con Zamberletti, inventore della Protezione civile, il tempo della nuova industrializzazione finanziata dalle leggi speciali che corredammo col Governo dell’epoca. 

Fu così che sulla Balvano devastata dal terremoto e martoriata dai tanti lutti maturò l’investimento della Ferrero.

Una operazione che negoziammo con felice, rapida concretezza. Atterravano nel cuore remoto della regione una insegna prestigiosa e il capitalismo umanissimo di una   famiglia di illustri traduzioni. Aprivamo ad un prodotto che avrebbe conquistato fantasie gusti e mercati e che tuttora continua a testimoniare le virtù delle buone gestioni aziendali.  Balvano può essere tuttora annoverata fra i progenitori della Nutella. 

Fu la occasione che ci permise di conoscere e apprezzare uno dei rami alti della aristocrazia industriale italiana.

Una famiglia illuminato del sorriso della signora Franca, figura colta gentile, sollecita verso una comunità in lutto, alla quale non fece mancare una costante benefica attenzione.  Io c’ero. Con me i tanti amministratori regionali e locali a presidio di una intera comunità cui si prospettava il possibile riscatto. Oggi la Signora delle Langhe osserva dal Cielo il bene di quella impresa che rimane un simbolo e una ricchezza.

Che dire? Le parole non bastano. 


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