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Mattarella: “Farsi carico del malessere dei giovani, non vanno sottovalutati”

Il presidente della Repubblica alla cerimonia dei Cavalieri del Lavoro: "Diritto al lavoro e diritto alla scuola si realizzano necessariamente insieme"

di Redazione L'Identità -


“La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione. È una grande questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze della società”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha richiamato l’attenzione sulle prospettive dei giovani e delle nuove generazioni durante la cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine «Al Merito del Lavoro» ai nominati il 2 giugno 2026.

Il capo dello Stato sottolinea la necessità di creare opportunità concrete per i giovani, anche per contrastare la fuga dall’Italia. “Molti giovani rientrerebbero volentieri se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di potersi realizzare”, osserva, indicando nel “bilancio negativo delle migrazioni giovanili” un grave peso per il Paese.

Mattarella su lavoro, scuola, inclusione e futuro dei giovani

Per Mattarella, le imprese hanno bisogno di condizioni favorevoli per crescere, ma soprattutto di investire nel capitale umano. “Le imprese generano valore ma non fanno tutto da sole. Hanno bisogno di un terreno fertile nel quale far maturare i progetti”, afferma. Da qui l’esigenza di collegare formazione e occupazione: “Diritto al lavoro e diritto alla scuola si realizzano necessariamente insieme. È nella coesione che una società cresce meglio e di più”.

Il Capo dello Stato richiama anche il ruolo delle imprese nella tenuta dei territori, in particolare nelle aree interne, dove spopolamento e riduzione dei servizi rischiano di alimentare un circolo vizioso. “La protezione sociale e il welfare sono parte essenziale dello sviluppo: l’inclusione è alleato decisivo della crescita, non un costo improduttivo”.

Innovazione e sfida europea

Nel quadro internazionale segnato da guerre, protezionismo e rincari energetici, Mattarella invita a non ripiegarsi sul passato. “Nelle fasi di incertezza occorre il coraggio dell’innovazione. Non è il tempo del ripiegamento, del giardino di casa, della nostalgia ‘del bel tempo andato’ che non può tornare, ammesso che effettivamente esistesse”.

La risposta, aggiunge, passa anche dall’Europa: “È la crescente integrazione dell’Unione europea la chiave della crescita di competitività, della difesa e del potenziamento di una civiltà i cui valori oggi appaiono minacciati”.

Infine, il capo dello Stato affronta il tema dei monopoli, anche nei settori delle tecnologie satellitari e dell’intelligenza artificiale, ricordando la battaglia di Luigi Einaudi in Assemblea Costituente. «Il controllo dei monopoli è, cioè, libertà, e le norme nazionali e comunitarie servono a questo scopo».


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