Medie imprese italiane 2025: il Mezzogiorno accelera
Nel report Mediobanca-Tagliacarne-Unioncamere il Sud pronto a consolidare la propria presenza come motore di crescita e innovazione
Le medie imprese italiane confermano la loro forza produttiva, nel panorama nazionale emerge un ruolo crescente del Mezzogiorno. Secondo il XXIV Rapporto sulle medie imprese industriali italiane realizzato da Area Studi Mediobanca, Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere, l’Italia guida la classifica europea per produttività del lavoro (+31,3% tra 2014 e 2023) e registra solide performance anche sul fronte di fatturato e occupazione.
Il contributo del Mezzogiorno
Le medie imprese del Mezzogiorno giocano un ruolo strategico nel tessuto produttivo nazionale. Nonostante il Nord resti il motore principale, aziende meridionali stanno mostrando incrementi significativi in produttività e export, contribuendo al rafforzamento del made in Italy nei mercati internazionali.
La loro presenza è particolarmente rilevante nei settori manifatturieri locali e nelle produzioni di nicchia ad alto valore aggiunto, che aiutano a mitigare l’impatto della concorrenza low-cost.
Fatturato, occupazione e innovazione
A livello nazionale, le medie imprese italiane si collocano al secondo posto in Europa per fatturato (+54,9%) e occupazione (+24,2%), superando francesi e tedesche e battute solo dalle spagnole. Anche l’innovazione rappresenta un punto di forza: il 45,8% possiede brevetti, meno della Germania ma più di Francia e Spagna. Il Mezzogiorno contribuisce a questa dinamica con realtà dinamiche che investono in tecnologia e nuovi prodotti, rafforzando l’internazionalizzazione del Sud.
Sfide e vulnerabilità
Le aziende meridionali condividono le criticità delle medie imprese italiane: concorrenza low-cost (69,6%), instabilità geopolitica, caro energia e pressione fiscale. L’aumento dei costi energetici pesa sul 60% delle imprese, mentre i dazi Usa impattano in modo rilevante circa un terzo delle aziende, spingendo molte a rivedere prezzi e mercati di destinazione.
Capitale umano e sostenibilità
Il 29% delle medie imprese italiane programma investimenti green, il 67,3% riduce l’uso di fonti fossili e il 43% forma i dipendenti su pratiche ambientali. Tuttavia, misurare le emissioni resta una sfida per il 62,3% delle aziende.
Prospettive 2025
Per il 2025, le medie imprese italiane prevedono un incremento del 2,2% del fatturato e del 2,8% dell’export, con il Mezzogiorno pronto a consolidare la propria presenza come motore di crescita e innovazione. La combinazione di produttività elevata, apertura ai mercati esteri e investimenti tecnologici rende queste realtà centrali per il futuro del made in Italy, in un contesto globale sempre più complesso.
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