Melania Trump: “Facciamo in modo che la storia ricordi questo momento non per le nostre divisioni, ma per il nostro coraggio nel proteggere la prossima generazione”
Melania Trump è la prima First Lady degli Stati Uniti a presiedere una sessione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Gli Stati Uniti detengono infatti la presidenza di turno del Consiglio per il mese di marzo 2026.
Il suo discorso è stato tutto incentrato sulla pace, l’Istruzione e la tecnologia con il fine di proteggere le nuove generazioni.
“Oggi non sono qui solo come rappresentante degli Stati Uniti, ma come madre e come cittadina del mondo che crede fermamente che la pace non debba essere un concetto fragile, ma un pilastro incrollabile del nostro futuro”. Queste le sue parole introduttive alle dichiarazioni successive, semplici e potenti allo stesso tempo, sulla futura pace nel mondo. La sicurezza infatti inizia nelle aule scolastiche, con l’apprendimento e la lotta all’ignoranza. La protezione dalla guerra nasce molto prima che un soldato imbracci un fucile per difesa; si realizza puntando sull’istruzione, unica arma vincente contro i conflitti del futuro.
Melania Trump ha poi sottolineato l’importanza storica del periodo che stiamo vivendo per lo sviluppo della tecnologia che può abbattere divieti e confini. L’Intelligenza artificiale non è un nemico ma un alleato da saper utilizzare; può rendere l’apprendimento alla portata di tutti. Le migliori biblioteche del mondo possono essere trasportate virtualmente nei villaggi più remoti.
L’IA “Può insegnare ai nostri figli a comprendere culture diverse prima che il pregiudizio metta radici nei loro cuori”.
La moglie del Presidente americano ha quindi proseguito facendo riferimento all’ iniziativa Be Best lanciata nel maggio 2018 durante il suo primo mandato come First Lady degli Stati Uniti e dedicata alla salute fisica e mentale di giovani e bambini.
Con il suo programma ha potuto constatare infatti l’impatto che la gentilezza e l’empatia possono avere sulla vita delle persone fino a cambiarle. “Dobbiamo promuovere valori che trascendano la geografia, la religione e la razza. È nostra responsabilità solenne denunciare chiunque insegni l’odio o abbracci il pregiudizio. Non c’è spazio per l’intolleranza in un mondo che aspira alla grandezza”.
Consapevole delle grandi sfide affrontate e da fronteggiare nelle diverse parti del mondo, Melania Trump ha espresso tutto il suo rammarico e dispiacere per le vittime della guerra, per tutti gli uomini e le donne in divisa che hanno perso la vita per la libertà degli altri.
E ha concluso: “Chiedo a questo Consiglio di guardare oltre le mappe dei territori e di fissare lo sguardo sui volti dei bambini del mondo. Il loro futuro è l’unico vero mandato che abbiamo. Facciamo in modo che la storia ricordi questo momento non per le nostre divisioni, ma per il nostro coraggio nel proteggere la prossima generazione.”
Il New York Times ha definito il discorso un esempio di “diplomazia del soft power”, pur sottolineando le tensioni con i delegati stranieri e il fatto che Trump ha parlato in precedenza di tagli drastici ai programmi di assistenza estera e all’UNICEF.
I media tecnologici hanno accolto con interesse l’idea di utilizzare l’IA per la scolarizzazione dei Paesi più poveri.
Alcuni mezzi di informazione ovviamente hanno visto nella presenza della First Lady un tentativo di distogliere l’attenzione dall’Iran e altri si sono preoccupati che affidando la presidenza del Consiglio di Sicurezza a una figura non istituzionale possa venire indebolita l’autorità formale degli ambasciatori.
La verità è che Melania ha fatto la storia e, come ha sempre dimostrato, ha dato vita ad una First Lady moderna che non si accontenta di accompagnare il Presidente americano nei numerosi impegni istituzionali ma che lavora concretamente per dare un contributo reale al mondo che viviamo oggi.
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