Meloni e le novità del decreto Cortei: “Chi rompe paga”
Così Giorgia Meloni presenta, in un video affidato ai social, il decreto Cortei approvato oggi dal consiglio dei ministri.
“Applichiamo un principio semplice: chi rompe, paga e se chi rompe è un minorenne, pagano i suoi genitori”: Così Giorgia Meloni presenta, in un video affidato ai social, il decreto Cortei approvato oggi dal consiglio dei ministri. “Se il danno è a un bene pubblico, il Prefetto manda l’ingiunzione di pagamento. Se a un privato, questo va dal giudice e ottiene un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo”. Ci sono sempre i ricorsi ma Meloni afferma: “Intanto i genitori del ragazzo che si è divertito a spaccare dovranno pagare”.
Meloni e il decreto Cortei
Ma c’è di più, molto di più. Meloni illustra un’altra novità del decreto Cortei. “Nasce un nuovo reato, la partecipazione violenta a una manifestazione. Tradotto, se durante un corteo o una manifestazione ti unisci a un gruppo di cinque o più persone, ti metti a tirare pietre, petardi, bastoni, metti in pericolo la sicurezza di tutti, rischi fino a cinque anni di carcere e fino a 20mila euro di multa”. E poi. “Se avevi il volto coperto o se hai ferito qualcuno, la pena aumenta e aumentano anche le pene per chi devasta in gruppo”.
Militari in strada
La premier Giorgia Meloni ha poi proseguito: “A Milano arrivano 500 militari in più fino alla fine dell’anno al fianco di polizia e carabinieri, e alla giustizia minorile diamo più magistrati e più posti negli istituti perché la certezza della pena valga anche per chi ha 16 anni”. Un punto, questo, a cui si era anche interessato il Quirinale che aveva presentato l’eccezione sul conferimento di poteri di polizia ai militari. Una scelta, l’unica, sulla quale il Colle ha storto il naso.
“Milano non sarà la normalità”
“Faremo tutto quello che possiamo per impedire che quello che abbiamo visto in questi giorni diventi la normalità. Quasi 200 agenti feriti e danni che solo a Milano, secondo Confcommercio, valgono circa un milione di euro”. Meloni, dunque, fa sul serio. A Milano, e nel resto d’Italia, non saranno più tollerate manifestazioni che si trasformano in scene di violenza gratuita, in saccheggio e danni alle persone e ai negozi.
Come cambiano le piazze
L’analisi della premier poi prosegue valutando la mutazione delle piazze: “Chi c’era in quelle piazze? C’erano le frange antagoniste di sempre, quelle che a ogni corteo cercano lo scontro. Però accanto a loro questa volta c’era qualcosa di nuovo: centinaia di giovanissimi, moltissimi di loro minorenni, arrivati in piccoli gruppi, convocati da un video sui social. Ragazzi venuti in piazza per spaccare, rubare, filmarsi mentre lo fanno. È un fenomeno che dobbiamo affrontare con serietà anche per impedire che quelle immagini diventino un modello da imitare”.
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