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Politica

Meloni dice Sì: “La riforma della giustizia serve a tutti”

"Non ci sarà un'altra occasione, basta stupratori liberi e figli tolti alle mamme"

di Cristiana Flaminio -


“La riforma” della giustizia “non serve a me né al governo ma a tutti i cittadini, anche a quelli che mi detestano”, parole e musica di Giorgia Meloni che ieri sera a Milano ha tenuto un intervento in chiusura alla kermesse organizzata proprio da Fratelli d’Italia per sostenere le ragioni del Sì al Referendum. Parole, quelle della premier, che incanalano il dibattito sui temi e i contenuti della vicenda, svincolandoli dalla più ampia questione politica. Il voto sui giudici, dice Meloni, non è un voto sul governo ma sulla riforma della giustizia. Che va fatta anche perché “siamo rimasti indietro” rispetto ai partner europei.

Meloni e la riforma della giustizia

La premier Meloni, da Milano, sfronda il dibattito dai casi politici che non c’entrano e riporta il focus della vicenda appunto sulla riforma della giustizia: “La riforma non serve a me. Non serve al governo. La riforma serve ai cittadini. A tutti i cittadini, anche a quelli che non mi votano, anche a quelli che, appunto, mi detestano. E se non passa stavolta, molto probabilmente noi non avremo un’altra occasione. E allora ci ritroveremo correnti ancora più potenti, magistrati ancora più negligenti che fanno carriera, decisioni ancora più surreali sulla pelle dei cittadini, che incideranno sulla vostra vita ogni giorno”. Uno scenario che dovrebbe far riflettere chiunque, a prescindere dalle preferenze partitiche.

“Più stupratori liberi e figli tolti alle mamme”

Ci sono altri temi che, più che a Meloni, dovrebbero essere cari ai cittadini chiamati a decidere sul referendum legato alla riforma della giustizia: “Immigrati illegali, stupratori, pedofili, spacciatori rimessi in libertà che mettono a repentaglio la vostra sicurezza. Antagonisti che devastano le vostre stazioni senza alcuna conseguenza giudiziaria. Milioni di euro risarciti per ingiusta detenzione o spesi per processi mediatici e inutili che vengono pagati con i proventi delle tasse”. Cita, poi, uno dei casi di cronaca più seguiti che ha appassionato il pubblico: “Figli che vengono strappati alle madri perché i giudici non condividono il loro stile di vita se vivono in un bosco, quando nessuno dice o fa nulla di fronte alla realtà di bambini mandati a rubare o a fare accattonaggio”.

“Siamo rimasti indietro”

C’è poi un’altra questione che non è per nulla peregrina. E sulla riforma della giustizia, Meloni non si fa problemi a brandirla. E riguarda la separazione delle carriere: “E’ già in vigore in almeno 21 dei 27 Paesi dell’Unione Europea. Ora la domanda banale che io devo farvi è: ma sono tutti scivolati verso una deriva illiberale oppure siamo noi che siamo rimasti indietro?”. Quindi una stoccata all’opposizione dem: “E come è possibile che quelli che ci dicono sempre che non siamo abbastanza europeisti, che non facciamo abbastanza verso l’Europa, oggi siano contrari quando siamo noi che vogliamo avvicinare l’Italia a quello che accade in Europa? Qui non va più bene”.


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