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Esteri

Meloni fulmina Trump: “Rapporti cordiali”

La premier non replica al tycoon e si presenta tardi alla cena di Ankara

di Paolo Diacono -


Il gelo di Giorgia Meloni è comprensibile, la premier italiana assicura che i rapporti con il presidente Usa Donald Trump restano “cordiali”. E dice di non avere ulteriori commenti da fare ai giornalisti assiepati tra i tavoli della cena tenutasi ieri sera al palazzo di Bestepe, ad Ankara, a conclusione della giornata di lavori del vertice Nato. Erdogan, da perfetto padrone di casa, ha provato a mettere una pezza e a colmare la distanza tra Usa e Paesi europei.

Meloni: “Rapporti cordiali con Trump”

Erdogan li ha messi praticamente tutti attorno allo stesso tavolo. Accanto a Recep Tayyip Erdogan e al segretario generale della Nato Mark Rutte, c’erano il premier britannico (dimissionario) Keir Starmer, il cancelliere Friedrich Merz con la moglie Charlotte, il presidente francese Emmanuel Macron e la moglie Brigitte. E poi, lui, Donaldone. Che ha passato tutta la giornata di ieri ad attaccare gli alleati asserendo di sentirsi abbandonato da loro. Meloni, alla cena, si è presentata in ritardo e proprio Erdogan era impegnato ad accogliere Trump.

La postura della premier

Giorgia Meloni non ha voluto continuare la telenovela inventata, rilanciata e tessuta tutta da Trump: “Rapporti cordiali”. Stop. Telegrafico. Commenti? No, “già vi ho detto tutto”. Adesso si parla ai tavoli. Non quelli delle cene di gala. Ma quelli, ben più importanti, della diplomazia. A cominciare da quella economica. Il summit di Ankara, per la Nato, è innanzitutto una questione di money. Anzi di big money. Si parla di miliardi. Di centinaia di miliardi. Il riarmo è una cosa seria. E tutti ne vogliono una fetta. La più grande, Trump, ritiene che spetti a lui.

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