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Politica

Dl Sicurezza, l’opposizione occupa i banchi del governo alla Camera. Meloni: “Non è un pasticcio”

La premier replica alle opposizioni: "Francamente non capisco le loro dichiarazioni". Bagarre a Montecitorio

di Cristiana Flaminio -


Meloni dice che il Dl Sicurezza “non è un pasticcio” e che il governo è pronto a rimediare ai rilievi tecnici giunti da Quirinale e dagli avvocati. La premier, che ha parlato arrivando al Salone del Mobile di Milano, si riferisce alla questione legata all’articolo 30 bis del decreto. Quello che ha innescato una polemica furibonda dal momento che prevedrebbe pagamenti a favore dei legali che riuscissero a indurre ai rimpatri. Una polemica che la premier ritiene incomprensibile dal momento che si tratterebbe di un input proveniente dall’Europa.

Meloni: “Il Dl sicurezza non è un pasticcio”

La premier Giorgia Meloni è sicura: “Sul decreto sicurezza, che io non considero un pasticcio, stiamo raccogliendo alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati. Trasformeremo quei rilievi in un provvedimento ad hoc perché non c’erano margini di tempo sulla conversione del decreto per correggere la norma, ma la norma rimane perché è una norma di assoluto buon senso”. Quindi ha replicato alle accuse giunte dalle opposizioni.

“Stupita dalle opposizioni”

Per Giorgia Meloni la polemica sul decreto sicurezza è malposta. “Francamente mi stupisce quello che ho sentito dire dalle opposizioni in questi giorni. Non mi è esattamente chiara la ragione per la quale noi, che riconosciamo il gratuito patrocinio all’avvocato che assiste il migrante che fa ricorso contro un decreto di espulsione, non dobbiamo invece riconoscere il lavoro di quel professionista che assiste un migrante quando volontariamente sceglie di essere rimpatriato. A me non è chiaro”, ha spiegato la premier. Che ha proseguito: “Mi pare che sui rimpatri volontari assistiti siamo d’accordo: è uno strumento che l’Europa ci chiede di intensificare, è uno strumento che continuiamo a portare avanti, è uno strumento che stiamo lavorando per rafforzare. Almeno su questo mi pareva che fossimo d’accordo; ora scopro che non siamo d’accordo più neanche sul rimpatrio volontario assistito. Ma noi andiamo comunque avanti con delle norme che consideriamo di assoluto buon senso”.

La protesta alla Camera

L’opposizione però non s’è accontentata delle parole di Giorgia Meloni in merito al dl Sicurezza. E, anzi, ha inscenato una forte protesta nell’aula della Camera. Gli esponenti delle minoranze, infatti, hanno deciso di occupare, per protesta, i banchi del governo. L’esponente dem Arturo Scotto si è seduto sui banchi ed èp stato prima richiamato all’ordine e poi espulso dall’aula dal presidente di turno Fabio Rampelli che ha invitato i parlamentari a consentire la ripresa dei lavori. La seduta è stata naturalmente sospesa.


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