L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Attualità

Migliaia di agricoltori e trattori contro il Mercosur

di Marco Montini -


Dopo oltre 25 anni di negoziati, Unione Europea e Mercosur (Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay) hanno firmato negli scorsi giorni l’accordo commerciale che è destinato a rivoluzionare per certi versi il sistema degli scambi mondiali. L’accordo riguarda un mercato di oltre 700 milioni di abitanti e oltre il 20% del Pil mondiale. Uno scenario che preoccupa i protagonisti del settore primario, che ieri con centinaia di trattori sono scesi in massa a Strasburgo, davanti al Parlamento Europeo per protestare contro il trattato di fresca firma, pronti e speranzosi di far saltare il banco. Eh si, perché la palla passerà presto all’Eurocamera: si uniformerà alle decisioni della presidente della commissione Ue, Ursula Von Der Leyen o non ratificherà l’accordo, risultato di mezzo secolo di diplomazia e confronti istituzionali?

Nel frattempo, proprio oggi sarebbe previsto il voto del Parlamento Ue sul rinvio del testo Mercosur alla Corte di Giustizia dell’UE per verifiche di compatibilità con i trattati europei. Un voto, si badi bene, che non è quello della ratifica, previsto solo tra qualche tempo. Nell’attesa, a fare un po’ di pressione politica, come detto, ci hanno pensato gli agricoltori in mobilitazione ieri nella città francese, molto venuti dal Belpaese.

Gli agricoltori presenti

“Accetteremo il Mercosur solo alle nostre condizioni. Per questo siamo oggi a Strasburgo con centinaia di agricoltori arrivati da tutta Italia. Ribadiamo al Parlamento europeo che senza reciprocità piena e controlli serrati non c’è accordo che tenga. L’agricoltura ne uscirebbe a pezzi”. Questa la voce del presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini.

Dati alla mano, secondo Cia, circa 40mila posti di lavoro sarebbero “a rischio in Europa nell’agroalimentare, oltre a falle nei controlli e squilibri produttivi che minacciano i produttori italiani”. Cia rileva che, in uno “scenario di aumento dell’import a condizioni più favorevoli, una maggiore disponibilità di prodotto può esercitare una pressione al ribasso sui prezzi, con ricadute negative su intere filiere.

I dati

Se nel settore zootecnico l’Italia vanta una filiera forte (la produzione di carni si attesta sui 3,3 milioni di tonnellate), i Paesi del Mercosur sfornano 38,5 milioni di tonnellate di carni, mentre l’import attuale è limitato solamente a 41mila tonnellate per un valore di 288 milioni di euro. La forbice di scala tra capacità produttiva e mercato evidenzia – avvertono dall’associazione agricola -, dunque, ampi margini di crescita che potrebbe avere l’export di carni dal Mercosur, col rischio di minare la redditività di un settore che da noi vale circa 22,7 miliardi di euro.

Si stima che entro il 2040, l’import di carni suine e pollame da quei Paesi aumenterà del +25%. Nel comparto ortofrutticolo, invece, l’Ue importa 39mila tonnellate di frutta e verdura e 1.200 tonnellate di riso. Volumi modesti oggi, ma che, con dazi azzerati, possono esplodere comprimendo prezzi e margini italiani”. In questo contesto, dunque, avverte Fini, “non ci fermiamo, pretendiamo nero su bianco la reciprocità degli standard produttivi, sanitari e ambientali, più controlli rigorosi su tutte le merci dal Sud America e clausole di salvaguardia rapide e efficaci”.

Le dichiarazioni

Presente alla mobilitazione di Strasburgo anche Coldiretti, che per voce del suo presidente Ettore Prandini spiega: “Continuiamo la nostra protesta sul tema della trasparenza nell’interesse delle imprese agricole ma soprattutto dei cittadini consumatori. Vogliamo dare garanzie sulla qualità dei prodotti e, soprattutto, assicurare che i cibi importati rispettino esattamente le stesse regole e gli stessi standard ai quali sono sottoposte le nostre imprese. Questo vale per il Mercosur, ma vale anche per tutti gli accordi futuri che verranno siglati: abbiamo la necessità di dare certezza e tutela al lavoro dei nostri agricoltori. La nostra battaglia – conclude Prandini – continuerà oggi, nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, finché non otterremo elementi chiari di trasparenza e di coerenza da parte della Commissione europea“.

Sulla stessa linea anche la Confeuro, che guarda al futuro prossimo: “Auspichiamo – dice, Andrea Tiso, presidente nazionale della Confederazione Agricoltori Europei – che il Parlamento europeo non approvi l’accordo così come è stato concepito e che si apra finalmente una riflessione seria e condivisa sul futuro del settore primario europeo. In questa direzione riteniamo improcrastinabile e urgente la convocazione di una “Conferenza europea dell’agricoltura”, per affrontare non solamente il tema del Mercosur, ma anche tutti gli altri nodi strutturali che mettono a rischio la sovranità alimentare e la tenuta economica delle nostre aziende agricole”. Infine, ad aderire alla manifestazione promossa dall’organizzazione degli agricoltori francesi (Fnsea), tra gli altri, anche Confagricoltura.


Torna alle notizie in home