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Milano – Cortina, il circo delle polemiche: ma lo sport dove sta?

Già il più grande format multipiattaforma di retroscena e chiacchiere da corridoio mai prodotto in Italia dopo il Festival di Sanremo

di Angelo Vitale -


Milano-Cortina 2026 circo delle polemiche, la celebrazione dello sport ma il ghiaccio scricchiola sotto i pattini. Già il più grande format multipiattaforma di retroscena e chiacchiere da corridoio mai prodotto in Italia dopo il Festival di Sanremo. Solo che qui, ogni tanto, qualcuno deve sciare.

Milano-Cortina: il circo delle polemiche

Quanto sono costate? La risposta ufficiale è “Un investimento per il futuro”. La risposta percepita: “Dipende: in euro o in mal di testa collettivo?”. Intanto, il cittadino medio prova a capire se almeno un marciapiede nuovo sotto casa rientra nello spirito olimpico o è solo un effetto collaterale.

Quando parlerà solo lo sport? Bella domanda. Per ora, in cima al podio la geopolitica. Macron non viene, e già questo basta per tre talk show, due editoriali e un podcast in cinque puntate. In compenso, ci sono gli agenti dell’Ice. Faranno “intelligence”. Che detta così sembra un crossover tra un telefilm americano e una riunione condominiale. Con quali competenze, strumenti, badge, app, powerbank?

Si muoveranno a stretto giro con la polizia postale – che sì, esiste davvero – evocata come un’entità mitologica. Nominata spesso, la si vede poco, la sua “customer satisfaction” è materia più scivolosa di una pista nera alle 7 del mattino.

Dal ghiaccio al gossip

Dal ghiaccio al gossip in un secondo. Lo sport. O quello che ci gira intorno. La polemica sui “peni” degli sciatori, questione antropologica da bar sport globale. Subito seguita dai bidet del villaggio olimpico, simbolo identitario nazionale, più del tricolore sulla tuta.

E poi Giovanni Malagò, che per un voto ha perso la “cappa” – il posto nell’esecutivo Cio – in una trama che neanche House of Cards ma con più piumini e meno Washington. E ancora, le sciatrici italiane contro le colleghe, mischiando cronometro, interviste stizzite e analisi psicologiche da social.

Ghali? Di notte lancia il singolo, di giorno argomento olimpico per ragioni misteriose. E gli atleti “sfidanzati”, ma in gara. Più spazio delle condizioni della neve, il vero sport decifrare le storie Instagram.

Un universo parallelo

E il momento istituzionale. Il telecronista Rai sbaglia nomi, tempi, forse anche emisfero. Per il pubblico, un’esperienza immersiva nel caos, tipo curling ma con le parole. Fuori, era successo di tutto. Jannik Sinner in versione eroe civile, a obliterare biglietti di treni miracolosamente puntuali (fantascienza pura).

E Valentino Rossi conducente simbolico del tram presidenziale di Sergio Mattarella. Un universo parallelo dove sport, istituzioni e cabaret convivono sereni.

Una enciclopedia vivente di polemiche. Sicurezza, politica, gossip, idraulica sanitaria, amori sportivi, rivalità, cantanti e telecronache creative.

Lo sport, da qualche parte, resiste. Forse parlerà pure lui. Ma non prima di aver superato lo slalom gigante tra microfoni, polemiche e titoli clickbait.


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