L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Cronaca

Mille fermi per frana Petacciato: il “gigante di fango”

Chiusa l'A14, bloccata la linea ferroviaria

di Angelo Vitale -

È stata l'attivazione del sistema di monitoraggio, appositamente installato in corrispondenza del fronte franoso di Petacciato, a far scattare la chiusura, in via precauzionale, dell'autostrada A14, nel tratto compreso tra Vasto Sud e Termoli, in entrambe le direzioni


Odissea ferroviaria sull’Adriatica: mille passeggeri bloccati a Vasto per la frana di Petacciato in Molise. Il movimento franoso nei pressi di Campomarino ha paralizzato la circolazione tra Abruzzo e Puglia, lasciando oltre mille persone ferme in stazione per ore sotto il sole. La cronaca di una giornata di caos e i precedenti di un territorio fragile.

Leggi anche L’Italia fragile

La frana di Petacciato si è risvegliata

La circolazione ferroviaria lungo la linea Adriatica ha subito un brusco arresto nella giornata odierna a causa di un’importante frana verificatasi nel tratto molisano, precisamente nel comune di Campomarino. L’evento geomorfologico ha causato il blocco immediato di diversi convogli ad alta velocità e intercity. Oltre mille passeggeri hanno vissuto un’improvvisa odissea presso la stazione di Vasto-San Salvo.

I viaggiatori, diretti prevalentemente verso la Puglia, sono rimasti bloccati per oltre tre ore in attesa di aggiornamenti dai tecnici di Rete Ferroviaria Italiana, intervenuti sul posto per valutare l’entità dello smottamento e la stabilità del sedime ferroviario.

Si tratta di un fronte franoso ben noto, considerato uno dei più grandi d’Europa

La storia

La storia di questo specifico tratto costiero è segnata da una fragilità idrogeologica cronica che ciclicamente torna a minacciare le infrastrutture nazionali. La zona tra Termoli e Campomarino è storicamente soggetta a fenomeni di erosione e cedimenti del terreno, aggravati negli ultimi anni da eventi atmosferici sempre più estremi che mettono a dura prova i sistemi di contenimento.

Già in passato, la tratta Adriatica era stata teatro di interruzioni prolungate dovute allo scivolamento di fango e detriti dai versanti collinari che sovrastano i binari, evidenziando la necessità di interventi strutturali di messa in sicurezza che tardano a trovare una soluzione definitiva.

Gli interventi

Sul fronte operativo, i disagi per i passeggeri sono stati parzialmente mitigati dall’intervento della Protezione Civile e del personale di bordo, che ha provveduto alla distribuzione di acqua e generi di prima necessità mentre Trenitalia tentava di organizzare un servizio di bus sostitutivi, reso tuttavia difficoltoso dal contemporaneo congestionamento della viabilità stradale limitrofa. La situazione è tornata lentamente verso la normalità solo nel tardo pomeriggio, ma il riflesso dei ritardi si è propagato su tutta la dorsale adriatica, con ripercussioni fino ai terminal di Bari e Lecce.

Lunga fila di veicoli sull’autostrada A14 nei pressi di Vasto Sud. Autostrada A14 temporaneamente chiusa in via precauzionale, nel tratto compreso tra Vasto sud e Termoli in entrambe le direzioni, e linea ferroviaria Bari-Pescara interrotta tra Termoli e Montenero di Bisaccia a causa del risveglio di una frana storica a Petacciato, nel Basso Molise. La riattivazione scaturisce dall’ondata di maltempo abbattutasi sul litorale molisano e che ha portato al crollo del ponte sul Trigno sulla statale 87. Secondo quanto si apprende, ci sarebbero delle lesioni sulla carreggiata dell’A14 e sono in corso le ispezioni per verificarne l’entità

Una ferita aperta

La frana di Petacciato, un fenomeno geologico considerato tra i più vasti e complessi d’Europa. Tecnicamente, lo smottamento di oggi ha interessato il tratto ferroviario nei pressi di Campomarino. Ma la causa scatenante è proprio il movimento del “gigante di fango” di Petacciato, che da decenni scivola inesorabilmente verso il mare condizionando la stabilità di ogni infrastruttura che lo attraversa.

Disagi alla stazione di Termoli. Autostrada A14 temporaneamente chiusa in via precauzionale, nel tratto compreso tra Vasto sud e Termoli in entrambe le direzioni, e linea ferroviaria Bari-Pescara interrotta tra Termoli e Montenero di Bisaccia a causa del risveglio di una frana storica a Petacciato, nel Basso Molise.

Dal Novecento ad oggi

La frana di Petacciato non è un evento isolato, ma un movimento continuo che interessa un intero versante collinare di oltre 30 chilometri quadrati.

La sua storia documentata inizia nei primi anni del Novecento, ma è dal 1963 che il fenomeno è diventato un’emergenza nazionale, arrivando a spostare il terreno di diversi centimetri ogni anno. Questo immenso fronte di scivolamento agisce come una minaccia costante per la ferrovia Adriatica, l’autostrada A14 e la statale 16, che in quel punto corrono obbligatoriamente parallele e strette tra la collina e il mare.

Un problema insolubile?

La particolarità di Petacciato risiede nella profondità della superficie di scivolamento, che si trova a decine di metri sotto il livello del suolo, rendendo le tradizionali opere di contenimento come muri o palificate quasi del tutto inefficaci.

Ogni volta che si verificano piogge intense o infiltrazioni nel sottosuolo argilloso, la massa riprende vigore, deformando i binari e rendendo necessario l’intervento d’urgenza dei tecnici di Rfi per riallineare l’infrastruttura.

Quello che oggi ha bloccato mille persone a Vasto è dunque l’ennesimo capitolo di una battaglia tecnologica tra l’ingegneria ferroviaria e una natura che non smette di muoversi, una criticità che solo un massiccio e costosissimo piano di arretramento della linea verso l’interno potrebbe risolvere definitivamente.


Torna alle notizie in home