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Mille trattori a Bruxelles, gli agricoltori attaccano il Parlamento: roghi, lanci di bottiglie e uova, abbattuta una statua

di Angelo Vitolo -


Un migliaio di trattori, non un centinaio come si aspettavano le forze dell’ordine, stanno circolando per le strade di Bruxelles e creando blocchi alla circolazione nel giorno del Consiglio europeo. Lo rende noto la polizia belga che si aspettava un centinaio di trattori guidati dagli agricoltori in protesta. I manifestanti sono arrivati davanti al Parlamento europeo, aggiungono le fonti.

La protesta degli agricoltori belgi, che hanno fatto convergere sulla capitale un migliaio di trattori nel giorno del Consiglio Europeo, sta creando qualche problema di accesso ai capi di Stato e di governo. La premier estone Kaja Kallas è arrivata a piedi all’Europa Building: “E’ stato un po’ difficile entrare, ma è stata una camminata piacevole”, dice ai giornalisti entrando.

Intanto, dal mondo dell’agricoltura nazionale si levano commenti negativi sull’ultima manovra europea. “Da Bruxelles – fa sapere la Cia – non arriva una risposta forte alle richieste degli agricoltori, ma un “contentino” che lascia alquanto perplessi in merito a modalità e durata. La proposta appena arrivata dalla Commissione Ue, infatti, secondo le prime valutazioni, è una deroga all’obbligo di mantenere il 4% di terreni incolti, ma limitata al 2024 e condizionata a ulteriori impegni ambientali, potendo accedere allo stop solo chi coltiva colture azoto-fissatrici (come lenticchie, piselli o fave) oppure colture intercalari sul 7% dei propri seminativi con, anche, il divieto di usare prodotti fitosanitari”.

“Una proposta debole e insufficiente -dice il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Quello che ci aspettiamo è invece un gesto autorevole e deciso a sostegno dell’agricoltura, già dal Consiglio Ue, con lo stralcio “senza se e senza ma” dell’obbligo di lasciare incolto il 4% dei terreni destinati a seminativi. Dobbiamo poter continuare a garantire la sicurezza alimentare e le politiche comunitarie devono supportare le nostre attività, non ostacolarle”.

“Cia continuerà a presidiare la situazione a Bruxelles, come già nei mesi scorsi, affinché l’Europa rimetta davvero al centro il settore primario -sottolinea Fini-. Abbiamo già vinto alcune battaglie importanti in Parlamento, come il rigetto della proposta di regolamento Ue sui fitofarmaci e l’esclusione degli allevamenti bovini dalla direttiva sulle emissioni. Ora proseguiamo il nostro impegno anche sulla revisione della Pac, che non deve essere punitiva ma incentivante, capace di orientare risorse sulla tutela del reddito delle imprese e non sulla rendita fondiaria, così come sull’accelerazione delle NGT, per colture resistenti ai patogeni e resilienti ai cambiamenti climatici, e infine sul regolamento imballaggi, tutelando il riciclo e mitigando le imposizioni sul riuso”.

Adesso “non c’è più tempo da perdere -conclude il presidente di Cia-. Bisogna lavorare uniti come agricoltori europei e mettere in campo nuove politiche degne di sostenere un settore strategico come il nostro”.

AGGIORNAMENTO

A Bruxelles sale la tensione: gli agricoltori attaccano al grido “Senza gli agricoltori non c’è agricoltura”, la polizia in tenuta antisommossa li contrasta. In centinaia hanno lanciato petardi, bottiglie e uova contro la sede del Parlamento europeo nell’area dell’ingresso principale di Place de Luxembourg. Gli agenti delle forze dell’ordine li contrastano lungo tutto il perimetro delle strade adiacenti al Parlamento europeo.

Appiccati, nell’area, anche roghi con pneumatici e legna. I manifestanti hanno pure aggredito e vandalizzato una delle sculture storiche della Place du Luxembourg risalente al 1872, innanzi alla sede del Parlamento europeo. La statua ora giace a terra sul prato al centro della piazza, intorno ad essa altri roghi.




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