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Venezia, ticket d’ingresso a 50 euro. La proposta primo cittadino che fa discutere

Lotta al turismo mordi e fuggi, il nuovo ticket da 50 euro cambia l’accesso alla città e riapre il dibattito su sostenibilità e diritti dei visitatori.

di Gianluca Pascutti -


Il sindaco di Venezia Simone Venturini ha annunciato la volontà di alzare il ticket d’ingresso fino a 50 euro nelle giornate più affollate. Oggi il contributo oscilla tra 5 e 10 euro, ma secondo il primo cittadino questa soglia non basta a influenzare i flussi turistici. La città continua a vivere picchi di presenze che mettono sotto pressione calli, servizi e residenti. Per questo motivo l’amministrazione punta su un salto di livello nella tariffa, con un sistema più incisivo e modulato.

Come funzionerebbe il ticket da 30–50 euro

La proposta prevede un ticket variabile tra 30 e 50 euro, applicato solo in giornate selezionate ad alta affluenza. Non si tratta di una tassa generalizzata, ma di uno strumento mirato contro il turismo mordi e fuggi. Restano esenti i residenti, i lavoratori, i turisti che pernottano in città, i minori di 14 anni e le categorie già tutelate dalle regole attuali. L’obiettivo è ridurre gli ingressi giornalieri più critici e rendere meno conveniente la visita lampo di poche ore.

Perché il sistema attuale non basta

Il ticket è stato introdotto in via sperimentale nel 2024 e nel 2026 copre 60 giornate tra aprile e luglio. Nonostante questo, i numeri mostrano che la soglia di 5–10 euro non ha prodotto l’effetto deterrente sperato. Nei primi 42 giorni del 2026 sono stati venduti più ticket da 10 euro che da 5, segnale che la differenza di prezzo non incide sulle scelte dei visitatori. Venezia continua a registrare flussi intensi, con giornate in cui la città fatica a garantire vivibilità e servizi adeguati.

Il nodo del Governo e della legge nazionale

Per portare il ticket fino a 50 euro serve però un intervento del Governo. I limiti tariffari sono fissati da una legge nazionale e nessun Comune non può modificarli in autonomia. Il sindaco ha quindi aperto un confronto politico per ottenere maggiore flessibilità. Senza una revisione normativa, il piano resta solo un’ipotesi. La partita si gioca a Roma, ma riguarda direttamente il futuro del centro storico di Venezia.

Reazioni di operatori e critici

Una parte del settore turistico guarda con favore a una tariffa più alta e variabile. Un ticket più caro, concentrato sui giorni di punta, può spingere i visitatori a scegliere periodi meno affollati e a fermarsi più a lungo. I critici sottolineano però che il sistema non prevede un tetto massimo di ingressi giornalieri; quindi, il ticket da solo non limita davvero il numero di persone in città. Senza un vero contingentamento, il rischio è quello di trasformare Venezia in una destinazione ancora più costosa, ma non necessariamente più vivibile.

Venezia tra overtourism e diritto alla città

Il dibattito sul ticket da 50 euro riapre il tema dell’overtourism e del diritto alla città. Venezia cerca un equilibrio tra economia turistica e qualità della vita dei residenti. Il contributo d’ingresso diventa uno strumento simbolico e pratico allo stesso tempo. La prossima mossa dipende dal Governo. Nel frattempo, la discussione su come si entra e si vive a Venezia resta al centro dell’agenda pubblica.


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