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Cronaca

Morto a Bologna per un fermo di polizia: cosa è il 45 bis

Un intervento delle forze dell'ordine nel quartiere Pilastro di Bologna trasformato in una tragedia che sta scuotendo il Paese

di Angelo Vitale -

Un fermoimmagine in cui si vede Abderrahim Fakir, fermo dopo essere stato immobilizzato dagli agenti a Bologna il 19 luglio 2026. Il 43enne di origine marocchina è morto durante l'intervento della polizia


Tragedia a Bologna: muore durante il fermo di polizia. Scatta la prima applicazione del Mod. 45 bis con lo “Scudo” per gli agenti e gli operatori sanitari intervenuti.

Muore durante il fermo di polizia

Un intervento delle forze dell’ordine nel quartiere Pilastro di Bologna trasformato in una tragedia che sta scuotendo il Paese.

Abderrahim Fakir, 43 anni di origini marocchine e operaio in un’impresa di facchinaggio, deceduto in via Svevo dopo essere stato immobilizzato a terra a faccia in giù.

La vicenda ha assunto immediatamente una forte rilevanza nazionale sotto il profilo giuridico: per la prima volta in Italia, la Procura ha applicato le recenti norme introdotte dal governo, battezzate fin da subito dalle opposizioni come la “norma scudo” per le forze dell’ordine.

Il caso giudiziario: sei iscritti nel neonato “Modello 45 bis”

L’inchiesta per omicidio colposo, coordinata dal procuratore capo Paolo Guido e dal pm Ambrosino, vede l’iscrizione di due agenti di polizia e quattro operatori del 118. Dal punto di vista procedurale, un debutto assoluto a livello nazionale.

I sei non sono stati inseriti nel classico registro degli indagati (Modello 21) ma nell’apposito Registro delle annotazioni preliminari (Modello 45 bis).

Questo nuovo strumento evita l’automatica iscrizione formale qualora un presunto reato sia stato commesso in presenza di una causa di giustificazione, legata in questo caso all’adempimento del dovere o all’uso legittimo delle armi e della forza. Così garantendo una tutela preventiva e tutele legali separate per chi opera in compiti di pubblica sicurezza.

La Procura di Bologna ha subito messo in chiaro la complessità degli accertamenti giudiziari, precisando e “facendo sapere” che i fatti accertati sono decisamente più estesi e complessi rispetto a quanto provato e reso noto dai singoli frammenti dei filmati finora circolati in rete.

Gli inquirenti hanno già acquisito i video delle bodycam degli agenti e i tabulati della centrale, dove l’intervento era stato originariamente registrato come una risposta a un “soggetto in forte crisi psichiatrica”.

L’uomo avrebbe aggredito un automobilista e danneggiato un garage prima dell’arrivo delle volanti.

Bloccato anche con l’uso di spray al peperoncino, Fakir ha gridato “aiuto” e “basta” prima di perdere i sensi sotto gli occhi degli agenti e del personale sanitario che attendeva di intervenire.

Intanto, la Croce Rossa partecipa all’inchiesta dell’Ausl sull’operato degli addetti del 118.

La piazza e la mossa del sindaco Lepore: scoppia la bufera politica

I familiari della vittima e i residenti del quartiere, in strada invocando giustizia. Il sindaco di Bologna Matteo Lepore, ha promosso una manifestazione di solidarietà per chiedere “piena luce su quanto accaduto”.

Una presa di posizione immediata, giunta ancor prima che l’autopsia e i rilievi tecnici accertassero le reali cause del decesso e le dinamiche dell’arresto cardiaco.

Una mossa che oggettivamente esaspera i toni del dibattito nazionale sulla sicurezza, al solito fatto di parole incendiarie piuttosto che di confronto.

Le opposizioni (Pd, Avs e Movimento 5 Stelle) hanno duramente attaccato la gestione dell’ordine pubblico e le nuove tutele penali. E chiesto con urgenza al governo di “venire immediatamente in Aula” per riferire sulla dinamica del Pilastro.

La maggioranza di centrodestra ha respinto le accuse e blindato il comparto sicurezza. Difendendo inoltre fermamente l’operato della Polizia di Stato e la bontà della “norma scudo”. E accusando la sinistra di strumentalizzare politicamente una tragedia prima dei riscontri della magistratura.

L’esito dell’esame autoptico, atteso nelle prossime ore, lo snodo decisivo per precisare un decesso provocato da asfissia posturale durante il contenimento, dalle patologie pregresse dell’uomo o dalle sostanze urticanti utilizzate.

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