L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Attualità

Mosca e Kiev ci portano la guerra “sotto casa”

La nave russa affondata al largo di Malta, i droni marini ucraini arrivati dalla Libia

di Dave Hill Cirio -

(Fonte: Instagram)


Il conflitto tra Mosca e Kiev – si dice – alle porte dell’Europa: una guerra, raccontano le cronache, arrivata alle porte dell’Italia, nel Mediterraneo. Una nave gasiera russa soggetta a sanzioni occidentali, la Arctic Metagaz, è affondata nel Mar Mediterraneo centrale, tra Malta e la Libia, dopo una serie di esplosioni e un vasto incendio a bordo.

Leggi anche Il mistero della nave russa incendiata

La gasiera russa

Secondo la Libia, il mercantile stava navigando nella zona Sar libica circa 240 km a nord di Sirte. Tutti i 30 membri dell’equipaggio, di cittadinanza russa, sono stati soccorsi sani e salvi e trasferiti a Bengasi. Secondo il ministero dei Trasporti russo, l’affondamento sarebbe stato causato da attacchi con droni marini attribuiti all’Ucraina, lanciati dalla costa libica. Mosca ha parlato di un “atto di terrorismo internazionale e pirateria marittima”. La Ucraina non ha mentito, né rilasciato commenti.

Cosa sanno i nostri Servizi segreti

La vicenda ha un oggettivo impatto sul Mediterraneo che l’Italia conosce e promuove, ponte verso l’Africa. un fatto che la nostra intelligence sa da tempo. Lo ha confermato pure nell’ultima Relazione consegnata in Parlamento. “L’Ucraina – vi è scritto – ha avviato una campagna mirata contro asset della Flotta ombra (russa, ndr), colpendo unità navali in diversi teatri marittimi, dal Mar Nero al Mediterraneo e al Mar Caspio, con l’obiettivo di ridurre i proventi russi e disincentivarne le attività”.

Una flotta che non è una teoria. Sempre i Servizi segreti scrivono che è stata avviata da Mosca fin dal “2022 per aggirare il regime sanzionatorio occidentale e garantire la continuità delle esportazioni di risorse energetiche e di ulteriori beni considerati strategici. Composta da un numero stimato tra le 1.100 e le 1.400 unità, in larga parte petroliere obsolete e registrate sotto bandiere di convenienza, essa assicura l’esportazione via mare di una quota significativa del greggio russo, generando flussi finanziari essenziali al sostegno dell’economia e dello sforzo bellico di Mosca”.

I droni marini ucraini

La guerra si allarga, quindi. E arriva fino alle acque oltre il Canale di Sicilia. La versione delle autorità russe, attribuita a un attacco ucraino con droni marini, non è verificata ma si inserisce in un quadro più ampio di evoluzione delle tattiche militari ucraine. Nel corso del conflitto, l’Ucraina ha sviluppato e utilizzato droni marini di superficie, impiegati dall’Sbu, il Servizio di Sicurezza Ucraino. Mezzi capaci di operare a lungo raggio e di trasportare carichi esplosivi.

Sistemi sono stati usati per colpire navi russe, incluse imbarcazioni civili legate alle esportazioni energetiche, in tutti i teatri marittimi. Almeno in un’occasione nel dicembre scorso droni ucraini avrebbero colpito e compromesso un’altra nave della cosiddetta shadow fleet russa nel Mediterraneo, vicino alla costa libica, segnando una tappa della strategia marittima di Kiev di colpire i flussi di export energetico russo in acque internazionali. E fin dall’estate del 2023 droni marini ucraini avevano colpito infrastrutture e navi russe nel Mar Nero e nello Stretto di Kerch. La guerra navale ha così superato la dimensione tradizionale, spingendo la tecnologia dei droni oltre i cieli e nei mari.

L’inchiesta in Libia

In questo scenario, ancor più inquietante il ruolo delle coste dalle quali sarebbero partiti gli attacchi ucraini alla metaniera affondata. Se il condizionale è d’obbligo, le segnalazioni e le indiscrezioni non sono poche. E non tutte di esplicita fonte russa. Dalla metà dell’anno scorso si scrive sui media africani di forniture ucraine a milizie operanti nel sud della Libia, sempre smentite da Kiev. In agosto, la notizia che il procuratore generale libico, Al-Siddiq al-Sour, ha ordinato un’indagine urgente su droni di origine ucraina arrivati in quell’area. Droni contrabbandati attraverso l’Algeria, con i governo di unità nazionale di Tripoli, guidato da Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh, facilitatore dell’operazione insieme con l’addetto militare ucraino in un Paese confinante.


Torna alle notizie in home