Meloni e Crosetto al Quirinale da Mattarella: il governo prepara il mandato del Parlamento
La guerra in Iran e il rischio di un allargamento del conflitto in Medio Oriente intensificano i contatti istituzionali ai massimi livelli. Ieri sera il ministro della Difesa Guido Crosetto e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sono saliti separatamente al Quirinale. Due, quindi, i colloqui riservati con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Due incontri a distanza di poco, entrambi a porte chiuse, dedicati alla valutazione degli scenari internazionali e alle possibili scelte operative del governo. In ambienti del Colle la situazione viene definita “grave”, mentre da fonti di governo filtra la convinzione di trovarsi di fronte al momento più delicato degli ultimi decenni sul piano geopolitico. La giornata è stata segnata anche dal primo contatto diretto tra Roma e Washington dall’inizio dell’escalation militare in Iran.
I contatti Roma – Washington
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto una telefonata con il segretario di Stato americano Marco Rubio per fare il punto sulla situazione. Il colloquio ha immediatamente alimentato indiscrezioni su un possibile via libera italiano all’utilizzo delle basi militari statunitensi presenti sul territorio nazionale. Ipotesi che fonti di governo hanno però ridimensionato. Al momento non sarebbe stata presentata alcuna richiesta formale da parte degli Stati Uniti, trapela. Il tema resta comunque centrale nelle valutazioni del governo. Anche alla luce della presenza in Italia di diverse infrastrutture strategiche. In caso di operazioni militari Usa, sarebbe però necessaria un’autorizzazione italiana. Sul tavolo dell’esecutivo è piombata anche la richiesta di assistenza arrivata da alcuni partner del Golfo. Tra questi Emirati Arabi Uniti, Qatar e Kuwait che sono stati colpiti dalla risposta militare iraniana dopo l’offensiva di Stati Uniti e Israele.
Aiuti militari richiesti dai Paesi del Golfo
La questione è stata affrontata durante un vertice a Palazzo Chigi. Presenti la premier Meloni, i vicepremier Matteo Salvini e Tajani, il ministro della Difesa Crosetto, il titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e i vertici dell’intelligence. Tra le ipotesi allo studio figurano forniture di sistemi anti-drone, munizioni e, eventualmente, batterie Samp-T per rafforzare la difesa dei Paesi alleati nell’area del Golfo. Per affrontare le prossime decisioni l’esecutivo punta ora a ottenere un mandato politico dal Parlamento. A breve i ministri Tajani e Crosetto riferiranno alla Camera e al Senato. Sulle loro informative ci sarà un voto per consentire al governo la necessaria agibilità politica nelle scelte militari e diplomatiche, senza ricorrere a un decreto legge specifico.
Il passaggio parlamentare dopo la salita di Meloni e Crosetto al Quirinale
Nel frattempo anche le opposizioni lavorano a una risoluzione comune. Avs ha annunciato un’interrogazione parlamentare per chiarire se nei giorni scorsi velivoli diretti verso il Golfo e l’Iran abbiano utilizzato le basi italiane di Sigonella e Aviano. Il quadro resta fluido e preoccupante. A Palazzo Chigi si teme soprattutto un ampliamento del conflitto regionale. E anche al Colle la preoccupazione per un conflitto che potrebbe allargarsi è ai massimi livelli. Anche perché i più recenti segnali dal fronte sono tutt’altro che rassicuranti. Anzi, confermano quanto la crisi mediorientale stia rapidamente assumendo dimensioni globali.
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