La situazione al fronte e il gigantesco scandalo per il giro di tangenti, hanno indebolito il leader ucraino
La Russia non invierà rappresentanti ufficiali in Turchia, dove oggi ci sarà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per “rilanciare” i negoziati di pace e riprendere gli scambi di prigionieri con Mosca. Il portavoce del Cremlino Dimitry Peskov ha fatto sapere che il suo Paese “attende informazioni su cosa verrà effettivamente affrontato a Istanbul”. Sul Bosforo è prevista la presenza dell’inviato Usa Steve Witkoff. I russi sono interessati unicamente all’incontro al livello più alto tra Vadimir Putin e il presidente statunitense Donald Trump.
I guai interni di Zelensky
La situazione al fronte e il gigantesco scandalo per il giro di tangenti che vede coinvolta la catena di vertice ucraina, rendono Zelensky un leader sempre più traballante. I membri di “Servo del Popolo” hanno chiesto le dimissioni immediate del capo dell’amministrazione presidenziale, Andriy Yermak, accusandolo di essere parte integrante del sistema di corruzione. Per “Ukrainska Pravda” è concreto il rischio di una spaccatura all’interno della coalizione di governo, con conseguente perdita della maggioranza in Parlamento. L’ex presidente Petro Poroshenko e Valery Zaluzhny, ex comandante ucraino poi ambasciatore a Londra, scalpitano per prendere il posto dell’attuale presidente.
La Spagna arma l’Ucraina
La Spagna ha annunciato un pacchetto da un miliardo di euro per l’acquisto di armamenti statunitensi destinati agli ucraini. A Madrid, Volodymyr Zelensky ha incontrato la presidente del Congresso Francina Armengol, il presidente del Senato Pedro Rollán, re Felipe VI e il premier Pedro Sánchez. Nella capitale iberica l’ex comico ha visto anche i rappresentanti dell’industria bellica spagnola, sottolineando la necessità di “radar avanzati, tecnologie per droni ed equipaggiamenti essenziali” per rafforzare la difesa del Paese.
Le soluzioni dell’Ue per sostenere Kiev
La Commissione Europea sta valutando “tre” opzioni per finanziare l’Ucraina nei prossimi anni: un sostegno basato su prestiti che verrebbero erogati dagli Stati membri, prestiti congiunti a livello Ue e una soluzione basata sui beni russi immobilizzati all’interno della giurisdizione dell’Ue.
Alla domanda se la Commissione presenterà una proposta prima del Consiglio Europeo di dicembre oppure dopo, la portavoce capo Paula Pinho ha risposto dicendo che “non ho una risposta a questa domanda: vi diremo di più una volta che ci arriveremo”. Prima di presentare ai capi di Stato e di governo le tre alternative, anticipate dalla presidente Ursula von der Leyen in un discorso alla miniplenaria la settimana scorsa, l’esecutivo Ue ha consultato anche la Bce.
L’attacco frontale di Orban a von der Leyen
In merito all’invio di ulteriori aiuti economici all’Ucraina, per i quali si sta battendo von der Leyen, il primo ministro ungherese, Viktor Orban, si è espresso in maniera molto dura su X: “È incredibile. In un momento in cui è diventato chiaro che una mafia della guerra sta dirottando i soldi dei contribuenti europei, invece di chiedere un vero controllo o la sospensione dei pagamenti, la presidente della Commissione suggerisce di inviare ancora più fondi”. Velenosa la sua conclusione: “Tutta questa faccenda è un po’ come cercare di aiutare un alcolizzato inviandogli un’altra cassa di vodka. L’Ungheria non ha perso il buon senso”, ha aggiunto il primo ministro.
Lo Schengen Militare
L’Unione Europea mira alla creazione di una sorta di “Schengen Militare” per fare in modo che mezzi e soldati possano muoversi velocemente all’interno dei propri confini superando la farraginosa burocrazia attuale. L’articolato progetto prenderà forma oggi, con un regolamento e una comunicazione congiunta. L’Ue vuole che i 27 portino “a tre giorni” il tempo massimo per emettere i permessi di transito, con un unico set di regole a livello comunitario. Tra le novità figura anche il “Solidarity Pool”, un catalogo di mezzi di trasporto che potranno essere condivisi in caso di necessità.
La situazione a Pokrovsk
Truppe russe sono state avvistate fuori dalla periferia settentrionale di Pokrovsk, nell’oblast’ di Donetsk. Lo ha riferito l’esercito ucraino. Il rapporto pubblicato ieri dal Settimo Corpo di reazione rapida delle Forze aeree d’assalto ucraine ha confermato che i “fanti nemici” sono probabilmente penetrati in tutte le aree della città, anche se l’effettivo controllo territoriale resta difficile da stabilire.