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Cronaca

Naufrago per 11 giorni nel Mediterraneo: è vivo

Le sue ricerche erano state interrotte, il suo recupero possibile solo grazie ad un alert raccolto da Frontex

di Dave Hill Cirio -

(Fonte: Frontex)


Miracolo in mare: 69enne naufrago per 11 giorni alla deriva nel Mediterraneo. Salvato, infine, a bordo della sua barca a vela. Partito dalla Spagna con l’intenzione di raggiungere un’altra costa, aveva perso contatto con la terraferma e la ricerca ufficiale era stata sospesa. Infine, avvistato da un aereo dell’agenzia Frontex e salvato da una nave mercantile al largo delle coste algerine. Una storia incredibile di resistenza, fortuna e coordinamento internazionale nei soccorsi.

Una traversata che si trasforma in incubo

L’uomo, di nazionalità spagnola e 69 anni, era partito il 15 gennaio dal porto di Gandía, sulla costa orientale della Spagna: Con la sua barca a vela aveva pianificato una traversata verso Guardamar del Segura. Una rotta di circa 150 chilometri, non particolarmente impegnativa per un velista esperto.

Tuttavia, a pochi giorni dalla partenza, i contatti si sono interrotti e nessuno ha più avuto notizie dirette della sua posizione. La barca, una piccola imbarcazione da diporto, rimasta priva di controllo. Poi, trascinata dalle correnti verso sud-est nelle acque più profonde del Mediterraneo occidentale.

Le ricerche e la speranza che svanisce

Le autorità marittime spagnole, tramite il servizio di Salvamento Marítimo, avevano lanciato una operazione di ricerca su larga scala. Già dal 17 gennaio, impiegate imbarcazioni e allertati aerei per tentare di localizzare la barca dispersa.

Tuttavia, dopo alcuni giorni senza alcuna traccia concreta, la ricerca ufficiale erastata interrotta il 22 gennaio. Molti avevano ormai perso la speranza di trovarlo ancora vivo.

Nonostante ciò, l’allerta è rimasta attiva per i mezzi navali in transito nell’area, ai quali si chiedeva di osservare con attenzione eventuali segnali di imbarcazioni senza controllo.

Il ritrovamento grazie alla sorveglianza Frontex

La svolta è arrivata mercoledì 27 gennaio, quando un aeromobile dell’Agenzia europea per la gestione delle frontiere e delle coste, Frontex, ha avvistato la barca a vela alla deriva a circa 53 miglia nautiche a nord-est della città algerina di Béjaïa. L’uomo sulla barca segnalava la sua presenza e cercava di attirare l’attenzione.

Una nave mercantile battente bandiera di Singapore, la Thor Confidence, che si trovava nella zona, ha cambiato rotta su segnalazione del centro di coordinamento dei soccorsi e ha recuperato il 69enne.

Le sue condizioni al momento del soccorso e il rientro

Al momento del recupero, l’uomo era cosciente e in buone condizioni generali, nonostante l’estrema prova affrontata in mare aperto per quasi due settimane. Secondo quanto dichiarato dai soccorritori, la sua barca si era spostata per circa 500 chilometri dalla rotta originaria, condizione che rende ancora più sorprendente la sua sopravvivenza senza assistenza diretta.

Successivamente è stato imbarcato sulla Thor Confidence e trasferito verso Algeciras, nel sud della Spagna, dove è atteso per ricevere assistenza medica completa e un controllo sanitario completo.

Come ha fatto a sopravvivere: fattori chiave

Probabile che abbia utilizzato razionamenti di acqua e provviste e sfruttato l’equipaggiamento di bordo in modo intelligente. La guida di una piccola imbarcazione a vela richiede comunque una certa esperienza e preparazione, anche per gestire tempeste, caldo diurno e freddo notturno.

Il fatto che la barca non sia affondata e che l’uomo sia riuscito a mantenersi a bordo fino al momento del ritrovamento, un esempio significativo di resilienza umana e di efficacia di coordinamento internazionale nei soccorsi marittimi.


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