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A Roma i 70 anni dei Trattati, l’occasione per Meloni

Riportare il vertice Ue nella sua culla originaria riafferma la centralità dell'Italia sui dossier chiave

di Giorgio Brescia -


Il ritorno dei leader Ue a Roma il prossimo 25 marzo, a settant’anni esatti dalla firma dei Trattati della Cee del 1957, si preannuncia come uno snodo politico e diplomatico di primaria rilevanza per l’Italia.

L’occasione per la premier

La proposta avanzata dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, incassato il via libera del premier belga Bart De Wever, consentirà di derogare eccezionalmente alle rigide regole del Trattato di Nizza, che dal 2003 impongono Bruxelles come sede fissa ed esclusiva per tutti i vertici formali dei Ventisette.

In marzo i leader Ue a Roma

Al di là della cornice istituzionale delle celebrazioni comunitarie, l’appuntamento capitolino racchiude un’innegabile e pesante valenza politica. Per Giorgia Meloni, una occasione imperdibile.

Trasformare il cuore di Roma nel baricentro della diplomazia continentale offre alla premier e al suo esecutivo una opportunità unica di grande visibilità e prestigio internazionale, garantendo un posizionamento di assoluto rilievo proprio alla vigilia della nuova e decisiva stagione politica ed elettorale.

L’intesa tessuta tra le cancellerie europee – favorita dal placet strategico dei Conservatori guidati dal premier belga De Wever – trasforma la memoria storica dell’integrazione in un’efficace leva di potere.

E riportare il vertice Ue nella sua culla originaria non soltanto riafferma la centralità dell’Italia sui dossier chiave di energia e competitività, ma afferma la figura della premier italiana sul palcoscenico globale, garantendole un’ulteriore visibilità mediatica di altissimo profilo.

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