Glucometri. Ovvero. Il diabete è una malattia cronica. Bisogna conviverci. Con le scocciature, con l’insulina. Con le punture. Già, perché i livelli di glicemia vanno, costantemente, tenuti sotto controllo. Chi, purtroppo, ci convive lo sa fin troppo bene. Ogni giorno, talora più volte al giorno, bisogna “pungersi”, far uscire la goccia di sangue, stare ben attenti che finisca sulla striscia reagente. Per poi aspettare l’esito della valutazione. È una routine, questa. Di fondamentale importanza per quattro milioni di pazienti. La salute non è un gioco. E non ci si può scherzare. Però, pungersi ogni giorno, è defatigante. Come sempre succede, alla lunga, il “rituale” del glucometro diventa il simbolo stesso di una condizione di malattia della quale si farebbe volentieri a meno. Che è pesante, per chi la vive e per chi gli sta intorno. Ed è proprio qui, in questo delicato momento psicologico di chi vive col diabete, che si insinuano i truffatori.
I glucometri veri e quelli fake
Da qualche tempo, specialmente sui social, fioriscono gli annunci che promettono rivoluzioni tanto favolose quanto inconsistenti. Sono arrivati, asseriscono, i glucometri che valutano i livelli di zuccheri nel sangue senza costringere i pazienti a “bucarsi” le dita. Si tratta di inserzioni rutilanti e miracolose. Che pubblicizzano strumenti favolosi. Spesso utilizzando (a sproposito e in maniera evidentemente indebita) i nomi di grandi aziende del settore farmaceutico. Qualcuno, come ha raccontato il sito anti-bufale Butac, ha voluto verificare le veridicità delle inserzioni andando a verificare sui siti delle imprese citate, a cercare lì questi clamorosi glucometri miracolosi. Col risultato di non trovare nulla.
Un vero e proprio “pacco”
Guarda caso, questi ritrovati supertecnologici (sic!), si “acquistano” solo rispondendo alle inserzioni pubblicate sulle piattaforme social o che si trovano su paginette dedicate sul web. Qualcuno che l’ha fatto, se n’è pentito. Dopo aver speso decine e decine di euro, s’è ritrovato a casa tutt’altro rispetto a quanto (sognava di aver) ordinato. Invece dei glucometri a rilevamento laser ottico, nel pacco (e mai come in questo caso la parola è più indicata) s’è ritrovato un ossimetro, capace (forse) di misurare la saturazione dell’ossigeno e la frequenza cardiaca. Di sicuro non un presidio utile a valutare lo stato della glicemia né a curarsi, per niente. Chi ha avuto, invece, la pazienza di mettersi a ricercare le immagini dei dispositivi spacciati per glucometri s’è ritrovato immerso da annunci di paccottiglia. Ovviamente made in China, o giù di lì.
Il meccanismo delle frodi online
Di truffe simili, sul web, ce ne sono fin troppe. E gli esperti, insieme ai medici che seguono i pazienti, alle associazioni, si sgolano. Non credete agli annunci troppo belli per essere veri. Ma gli annunci continuano, imperterriti, a comparire sulle home degli utenti social. Un po’ come succede per (tanti) altri spot truffa. Come quelli in cui chissà quale vip ha intenzione di svelare il segreto del successo e della ricchezza facile, un’occasione imperdibile da cogliere al volo prima che i soliti “poteri forti” (?) cancellino tutto perché “non ce lo vogliono far sapere”. Purtroppo, e questa è un’altra vicenda su cui il legislatore, magari quello europeo, prima o poi dovrà intervenire, Big Tech può continuare a pubblicizzare (a fronte di pagamenti che arrivano da chissà chi e chissà dove) senza dover rendere conto di nulla. Questa, però, è un’altra storia.
“Non esistono strumenti simili”
Il fatto è che la truffa, poiché affligge persone ben specifiche che rientrano in una (succosa) nicchia di mercato, va avanti da tempo e se ne parla poco fuori dai siti specializzati e dai forum di pazienti e medici. Già nel 2024, Altroconsumo aveva messo in guardia gli utenti affermando che di mirabolanti congegni a rilevazione ottica della glicemia, per adesso, non ce n’è. Magari in futuro sì. E non sono poche le imprese che hanno sguinzagliato i ricercatori su progetti simili. Ma, al momento, di strumenti efficienti e affidabili del genere non ce ne sono. Così come non è una vicenda di adesso, non è nemmeno una questione che riguarda solo gli utenti e i pazienti italiani. Per carità. Nello stesso anno, la Food and Drug Administration americana aveva messo in guardia gli utenti da certi “anelli” che promettevano rilevazioni della glicemia senza punture. L’anno prima, nel 2023, un “avviso” simile era stato diramato dalle autorità sanitarie del Canada.
Prudenza e cautela
Anche in Italia sono stati (e sono tuttora) molti i richiami dei medici e delle organizzazioni affinché gli utenti stiano in guardia, non cadano in quella che è a tutti gli effetti una pubblicità ingannevole, e non si lascino vincere dall’illusione di poter tenere sotto controllo i livelli di zuccheri nel sangue con strumenti che sono, nella realtà, poco meno che giocattoli.
Allo stato attuale, non esistono glucometri capaci di lavorare in maniera efficace e attendibile senza punture. L’unica alternativa possibile riguarda i sensori che si infilano sotto pelle, che consentono un monitoraggio continuo e costante. Ma di valutazioni “laser”, per il momento, non ce n’è. Forse strumenti del genere arriveranno in futuro. E saranno, volesse il Cielo, affidabilissimi. Affrancheranno, chissà, milioni e milioni di persone dal duro e pesante pensiero di doversi pungere ogni giorno, più volte al giorno, per tutta la vita. Adesso, però, è tutta fuffa. Anzi, tutta truffa.