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Esteri

Bombardamenti e colpi di mortaio tra Afghanistan e Pakistan

La situazione precipita

di Mauro Trieste -


Escalation militare tra Afghanistan e Pakistan. Il cessate il fuoco tra le parti si è rivelato più fragile che mai. Su X il ministro della Difesa di Islamabad, Khawaja Asif, ha scritto che “la pazienza è finita” ed è “guerra aperta” con il Paese vicino, in cui dal 2021 sono di nuovo al potere i Talebani. Da Kabul, il portavoce del governo talebano, Zabihullah Mujahid, ha manifestato la volontà di “risolvere il problema attraverso il dialogo”.

Cosa ha innescato il nuovo confronto militare

La situazione è precipitata lo scorso fine settimana quando dalla parte orientale del territorio afghano sono arrivate notizie di raid aerei delle forze pachistane e operazioni nella provincia di Nangarhar e in quella di Paktia. Le autorità pachistane hanno parlato di “sette campi e covi di terroristi” presi di mira in “risposta” a una recente ondata di attacchi suicidi. Il ministero della Difesa del governo talebano aveva minacciato una “risposta adeguata”.

L’operazione di Islamabad contro i Talebani

Nelle scorse ore, gli afghani hanno centrato postazioni pachistane al confine. L’azione ha spinto le autorità ad annunciare l’avvio dell’operazione “Ghazab lil-Haq” (“Operazione Giusta Furia”), contro “il regime dei Talebani dell’Afghanistan” dopo l’“aggressione immotivata”. Colpiti “siti militari” a Kabul, Paktia e Kandahar, considerata la “culla” degli “studenti”, dove si ritiene viva il leader supremo Haibatullah Akhundzada. Nella capitale, secondo una fonte militare afghana citata dal New York Times, è stato bombardato un deposito di munizioni. Una forte esplosione nel cuore della notte ha segnato l’inizio di ore di paura. Dal distretto di Baizai, nel nordovest del Pakistan, hanno riferito alla rete americana di aver sentito una “serie di boati”. Islamabad accusa da tempo i Talebani del Pakistan delle violenze in terra pakistana e punta il dito contro Kabul, che gli consente di vivere in territorio afghano.

Sale il numero delle vittime

I militari del Pakistan hanno affermato che sono “274 i Talebani e i terroristi” uccisi e “più di 400 quelli feriti” nelle operazioni avviate contro l’Afghanistan. Il bilancio, riportato dalla testata Dawn, è stato confermato dal portavoce dell’Esercito pakistano. Almeno 12 i militari morti e 27 quelli feritimentre difendevano l’integrità territoriale del Pakistan”.

La posizione del Pakistan

Il vicepremier e ministro degli Esteri del governo pachistano, Ishaq Dar, ha avuto un colloquio telefonico con il capo della diplomazia egiziana, Badr Abdelatty, per “uno scambio di opinioni sui recenti sviluppi nella regione, compresa la situazione tra Pakistan e Afghanistan”. Dar ha evidenziato, si legge in un post su X, come la “risposta del Pakistan a un’aggressione ingiustificata sia stata misurata ma efficace” e come la “Ghazab lil-Haq” sia stata avviata a “tutela della sovranità e dell’integrità territoriale”.

Gran Bretagna e Russia esprimono preoccupazione

La Gran Bretagna è “profondamente preoccupata per la significativa escalation delle tensioni tra Afghanistan e Pakistan”. A dichiararlo su X è stata la ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper. “Esortiamo entrambe le parti ad adottare immediatamente misure in direzione di una de-escalation, evitare ulteriori danni ai civili e riavviare un dialogo mediato”, ha aggiunto Cooper.

Dal ministero degli Esteri russo è arrivata “preoccupazione” per la situazione che ha “provocato vittime, da entrambe le parti, civili compresi”. “Chiediamo ai nostri Paesi amici, Afghanistan e Pakistan, di abbandonare questo confronto pericoloso e tornare al tavolo dei negoziati per risolvere tutte le divergenze tramite strumenti politici”, hanno fatto sapere da Mosca.

La Cina chiede calma e moderazione a Pakistan e Afghanistan

Anche Pechino ha chiesto “calma e moderazione”, sollecitando il “dialogo” e facendo appello al cessate il fuoco “il prima possibile. Offerta la sua mediazione. “In quanto Paese vicino e amico, la Cina è profondamente preoccupata per l’escalation del conflitto e molto addolorata per le vittime provocate dal conflitto”, ha detto ai giornalisti la portavoce del ministero degli Esteri del gigante asiatico, Mao Ning, come riporta il Global Times.

L’Iran è pronto a contribuire a “facilitare il dialogo”. Teheran ha esortato i due contendenti a “risolvere le loro divergenze attraverso il buon vicinato e il dialogo”. Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres e il capo dei diritti umani Volker Turk hanno fatto appello al rispetto degli obblighi derivanti dal diritto internazionale umanitario.


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