L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Lavoro

Oltre l’intuizione: contro i pregiudizi nella selezione del mercato del lavoro

di Angelo Vitale -


Il report Skills on the Rise di LinkedIn ha fatto il punto sul mercato del lavoro del 2026. Oggi, in esso, dominato dall’intelligenza artificiale e da cambiamenti organizzativi repentini, non basta più saper raccontare le proprie esperienze.

Per le aziende, la sfida cruciale è trovare un equilibrio tra competenze tecniche e abilità umane – soft skills-, evitando che la scelta del candidato sia influenzata da impressioni soggettive o pregiudizi inconsapevoli.

Il potere delle abilità umane nel contesto del mercato del lavoro

Mentre il contesto del mercato del lavoro accelera, le doti personali determinano chi è in grado di gestire il cambiamento e chi lo subisce. Secondo il report, le competenze più ricercate includono leadership strategica e risoluzione dei conflitti. comunicazione professionale e interculturale, problem solving creativo e collaborativo, ascolto attivo e consapevolezza interpersonale.

Tuttavia, Valerie Schena Ehrenberger, ceo di Valtellina Lavoro, avverte che termini come “problem solving” rimangono spesso vaghi negli annunci. Senza una definizione precisa e criteri rigorosi, la valutazione rischia di basarsi su semplici pregiudizi che possono rendere fallimentare l’inserimento della risorsa.

Come neutralizzare gli “unconscious bias”

Esistono metodi concreti per eliminare le distorsioni cognitive e garantire pari opportunità basate sul merito.

Colloquio strutturato, in modo da utilizzare domande e criteri di valutazione definiti prima della selezione, evitando “chiacchiere a braccio”.

Prove situazionali e role play, sì da osservare le competenze in azione (gestione di clienti difficili o conflitti) per testare sul campo negoziazione e stress.

Test psicoattitudinali, per iInterpretare le risposte per prevedere stili relazionali e modalità decisionali.

Assessment per ruoli complessi, mappando punti di forza e aree di attenzione attraverso osservazioni multiple.

Il fattore motivazione e il costo degli errori

L’elemento che sposta davvero l’equilibrio tra potenziale e performance reale è la motivazione. Se questa è bassa o incoerente, anche il miglior talento tecnico non emergerà. Saper valutare le leve motivazionali profonde è oggi una delle competenze più importanti per i recruiter.

Sbagliare una selezione ha costi altissimi. Per una figura di middle management da 40mila euro che lascia l’azienda entro sei mesi, il conto può oscillare tra 35mila e 45mila euro.

Questa cifra comprende costi amministrativi, di formazione, di recruiting e oneri legati alla chiusura del rapporto, oltre a danni intangibili come la demotivazione dello staff e il calo di produttività.

Oltre l’intuizione: il colloquio strutturato contro i pregiudizi nella selezione

Il report Skills on the Rise di LinkedIn ha fatto il punto sul mercato del lavoro del 2026. Oggi in esso, dominato dall’intelligenza artificiale e da cambiamenti organizzativi repentini, non basta più saper raccontare le proprie esperienze.

Per le aziende, la sfida cruciale è trovare un equilibrio tra competenze tecniche e abilità umane – soft skills -, evitando che la scelta del candidato sia influenzata da impressioni soggettive o pregiudizi inconsapevoli.

Il potere delle abilità umane nel contesto dell’Ai

Mentre il contesto accelera, le doti personali determinano chi è in grado di gestire il cambiamento e chi lo subisce. Secondo il report, le competenze più ricercate includono leadership strategica e risoluzione dei conflitti. comunicazione professionale e interculturale, problem solving creativo e collaborativo, ascolto attivo e consapevolezza interpersonale.

Tuttavia, Valerie Schena Ehrenberger, ceo di Valtellina Lavoro, avverte che termini come “problem solving” rimangono spesso vaghi negli annunci. Senza una definizione precisa e criteri rigorosi, la valutazione rischia di basarsi su semplici pregiudizi che possono rendere fallimentare l’inserimento della risorsa.

Come neutralizzare gli “unconscious bias”

Esistono metodi concreti per eliminare le distorsioni cognitive e garantire pari opportunità basate sul merito.

Colloquio strutturato, in modo da utilizzare domande e criteri di valutazione definiti prima della selezione, evitando “chiacchiere a braccio”.

Prove situazionali e role play, sì da osservare le competenze in azione (gestione di clienti difficili o conflitti) per testare sul campo negoziazione e stress.

Test psicoattitudinali, per iInterpretare le risposte per prevedere stili relazionali e modalità decisionali.

Assessment per ruoli complessi, mappando punti di forza e aree di attenzione attraverso osservazioni multiple.

Il fattore motivazione e il costo degli errori

L’elemento che sposta davvero l’equilibrio tra potenziale e performance reale è la motivazione. Se questa è bassa o incoerente, anche il miglior talento tecnico non emergerà. Saper valutare le leve motivazionali profonde è oggi una delle competenze più importanti per i recruiter.

Sbagliare una selezione ha costi altissimi. Per una figura di middle management da 40mila euro che lascia l’azienda entro sei mesi, il conto può oscillare tra 35mila e 45mila euro.

Questa cifra comprende costi amministrativi, di formazione, di recruiting e oneri legati alla chiusura del rapporto, oltre a danni intangibili come la demotivazione dello staff e il calo di produttività.


Torna alle notizie in home