Patuelli (Abi): Einaudi difenderebbe regole prudenziali

Quest’oggi in quel di Napoli, durante la  presentazione dei volumi “Luigi Einaudi scrittore di banca e borsa”, organizzata dall`Istituto Italiano per gli Studi Storici, è intervenuto Antonio Patuelli, presidente dell`Abi, dichiarando: “L`attenzione di Einaudi è una attenzione innanzitutto etica, per le regole, senza le quali il mercato, non regolato, produce danni. Einaudi è attentissimo sulle regole ed è l`evoluzione delle regole che lo interessa. Faccio una coraggiosa congettura, di cui mi assumo la responsabilità: la mia opinione è che oggi Einaudi non sarebbe euforico rispetto all`eccesso di lassismo delle regole borsistiche che permettono non la speculazione ma la cultura e la prassi delle vendite allo scoperto, in combinato disposto con le modernissime tecnologie informatiche che nel minuto secondo compiono centinaia di operazioni di compravendita. Faccio la congettura coraggiosa e spericolata nell`ipotizzare, invece, che Einaudi sarebbe oggi a difesa di regole prudenziali a tutela dei risparmiatori che non sono in grado di competere con degli strumenti non più meccanici ma iper-informatici, usati da speculatori che sono privilegiati rispetto alla singola puntata di acquisto del risparmiatore o al Pac, il piano progressivo di accumulo del risparmiatore medesimo con quote quotidiane, settimanali o mensili di investimento”.

Quest’oggi in quel di Napoli, durante la  presentazione dei volumi “Luigi Einaudi scrittore di banca e borsa”, organizzata dall`Istituto Italiano per gli Studi Storici, è intervenuto Antonio Patuelli, presidente dell`Abi, dichiarando: “L`attenzione di Einaudi è una attenzione innanzitutto etica, per le regole, senza le quali il mercato, non regolato, produce danni. Einaudi è attentissimo sulle regole ed è l`evoluzione delle regole che lo interessa. Faccio una coraggiosa congettura, di cui mi assumo la responsabilità: la mia opinione è che oggi Einaudi non sarebbe euforico rispetto all`eccesso di lassismo delle regole borsistiche che permettono non la speculazione ma la cultura e la prassi delle vendite allo scoperto, in combinato disposto con le modernissime tecnologie informatiche che nel minuto secondo compiono centinaia di operazioni di compravendita. Faccio la congettura coraggiosa e spericolata nell`ipotizzare, invece, che Einaudi sarebbe oggi a difesa di regole prudenziali a tutela dei risparmiatori che non sono in grado di competere con degli strumenti non più meccanici ma iper-informatici, usati da speculatori che sono privilegiati rispetto alla singola puntata di acquisto del risparmiatore o al Pac, il piano progressivo di accumulo del risparmiatore medesimo con quote quotidiane, settimanali o mensili di investimento”.

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