In pensione a 64 anni: la proposta, il dibattito
Manca l'accordo in maggioranza, manca innanzitutto un'intesa tecnica sulle coperture prima dell'approvazione della Legge di Bilancio
Il dibattito previdenziale torna a infiammarsi attorno all’ipotesi di estendere la pensione anticipata a 64 anni.
La proposta
E’ sostenuta con forza dalla Lega e promossa dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon. Mira a congelare gli automatismi della Riforma Fornero e offrire una via d’uscita flessibile per arginare il previsto scatto dell’età pensionabile di vecchiaia.
Cosa prevede l’ipotesi sul tavolo
Oggi la pensione anticipata a 64 anni (con almeno 20 anni di contributi effettivi e un importo maturato pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale) è riservata esclusivamente ai “contributivi puri”, ossia a chi ha iniziato a versare dai primi del 1996.
La novità avanzata dalla maggioranza punta ad allargare questa platea anche ai lavoratori del sistema misto (chi ha contributi antecedenti al 1996).
Tuttavia, impone un prezzo alto. L’assegno verrebbe ricalcolato penalizzando la quota retributiva, con un taglio stimato dai sindacati (tra cui la Cgil) pari a circa il 10% dell’assegno mensile (tra i 180 e i 360 euro lordi in meno).
Opzione TFR in rendita
Per superare lo sbarramento della soglia minima d’importo (3 volte l’assegno sociale), si ipotizza la possibilità su base volontaria di destinare la rendita del Trattamento di Fine Rapporto per integrare l’assegno.
L’iter normativo: realtà o semplice dibattito politico?
Allo stato attuale, non esiste alcun disegno di legge o testo normativo depositato. Si tratta esclusivamente di una proposta politica in vista del cantiere della Manovra. L’ipotesi sconta un fronte compatto di ostacoli.
Il freno economico
La misura richiede ingenti coperture di bilancio per sostenere i minori introiti contributivi nell’immediato.
Le resistenze interne alla maggioranza
Forza Italia e il ministero dell’Economia mantengono forte scetticismo sulla tenuta dei conti pubblici.
Il muro dei sindacati
Cgil, Cisl e Uil definiscono la proposta un “trappola” che scarica sui lavoratori e sul TFR il costo dell’uscita anticipata.
Senza un’intesa tecnica sulle coperture prima dell’approvazione della Legge di Bilancio, la pensione a 64 anni allargata rischia di rimanere un mero spot propagandistico da dibattito autunnale.
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