Petrolio: ora il prezzo scende. Tracollo del gas: -20%
Si sgonfiano i prezzi ma restano ancora più alti dei livelli pre-crisi: una boccata d'aria per tutti ma per ridimensionare i costi ai consumatori occorrerà tempo
Dopo aver toccato massimi preoccupanti a causa delle persistenti tensioni nello Stretto di Hormuz, il mercato del prezzo del petrolio registra una decisa inversione di tendenza. Il Brent è sceso sotto la soglia dei 94 dollari al barile, segnando un calo del -15% rispetto ai picchi di marzo, mentre il Wti si attesta intorno agli 87 dollari.
Le cause principali del ribasso del petrolio
Il raffreddamento del prezzo del petrolio, a causa di una convergenza di fattori tecnici e geopolitici.
La riapertura parziale delle rotte, con una graduale ripresa del traffico dei mercantili e delle petroliere. Il timore di un blocco totale e permanente dello Stretto di Hormuz sta rientrando, portando gli investitori a liquidare le posizioni speculative “di paura”.
L’aumento della produzione non-OPEC+, con gli Usa e il Brasile che hanno immesso sul mercato scorte superiori alle aspettative. L’Energy Information Administration ha confermato che la produzione degli Stati Uniti ha raggiunto livelli record, compensando parte dei tagli decisi dai Paesi produttori del Golfo.
Il calo della domanda globale per la frenata economica in Europa e il rallentamento della crescita industriale in Cina. In tal modo, ridotta la fame globale di greggio. I dati di aprile mostrano un consumo di carburanti inferiore di 1 milione di barili al giorno rispetto alle previsioni di inizio anno.
L’analisi tecnica
Gli analisti di Goldman Sachs e Jp Morgan monitorano con attenzione il livello di supporto a 92,50 dollari per il Brent. Se il prezzo dovesse chiudere la settimana al di sotto di questa quota, si potrebbe innescare una spirale ribassista capace di riportare le quotazioni verso i 75-80 dollari entro l’estate 2026.
L’impatto alla pompa in Italia
Per i consumatori italiani, il calo del greggio può iniziare a riflettersi sui prezzi di benzina e diesel, seppur con la consueta lentezza della filiera. Le medie nazionali della benzina self, indirizzate a scendere verso l’area 1,85 euro al litro, dopo aver sfiorato i 2 euro durante il picco della crisi mediorientale di marzo.
Tracollo del prezzo del gas
Non solo quello del petrolio, tracolla pure il prezzo del gas. Dopo l’annuncio della tregua in Iran, le contrattazioni hanno registrato addirittura un calo del 20 per cento rispetto alle quotazioni di ieri al Ttf di Amsterdam. Il prezzo, adesso, è di poco superiore ai 42 euro al megawattora. E potrebbe continuare a scendere già in giornata. Rientrando su livelli più contenuti ma che, come per il petrolio, non sono ancora quelli pre-crisi.
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