Porte aperte… là dove il “Salone” nasce
In occasione della “Notte degli Archivi, il “Salone Internazionale del Libro di Torino” apre i propri Uffici al pubblico
Venerdì 5 giugno (primo turno ore 18,30 – secondo turno ore 20)

Memoria aperta. O “Memoria in costruzione. L’archivio vivente del ‘Salone Internazionale del Libro’, dal 2019 ad oggi”, così s’è voluto titolare l’evento. Come dire, più semplicemente, “porte aperte” alla talentuosa, motori sempre accesi, vulcanica fucina del “Salone” torinese. Gli uffici (via Giannone 10 – Scala A, Torino) in cui si pensa, si programma e si comunica la più importante manifestazione letteraria italiana aprono infatti le proprie porte al pubblico nel pomeriggio del prossimo venerdì 5 giugno, in occasione della “Notte degli Archivi” e nell’ambito di “Archivissima 2026”.
L’appuntamento sarà una preziosa occasione per entrare in contatto con un archivio “in cui il passato – spiegano gli organizzatori – dialoga costantemente con il presente e per mettere in luce la compenetrazione tra due dimensioni: una memoria conservata, ampia ma ancora da rendere pienamente accessibile, e una memoria in formazione, visibile, attiva, in continuo aggiornamento”.

Doppio turno di visita – il primo alle 18,30 e il secondo alle 20 – il grande (si spera) esercito di lettrici e lettori potrà visitare e conoscere gli spazi di via Giannone 10, al primo piano, immergendosi appieno nella “memoria” (anche un po’ nostalgica!) delle passate edizioni del “Salone” e della sua quasi quarantennale storia, iniziata nel 1988 – ospite d’onore, in quell’anno, il “Premio Nobel” Iosif Brodskij – grazie all’intuizione di due preziosi intellettuali d’alto rango, quali Guido Accornero (imprenditore, ma anche vicepresidente della casa editrice “Einaudi”, nonché direttore artistico nel 2006 di “Vercelli Book Days”, il ciclo di manifestazioni svoltesi a Vercelli, in occasione di “Torino capitale mondiale del libro”) e il torinese “libraio per eccellenza” Angelo Pezzana, grande con i libri, ma anche coraggioso attivista, politico e giornalista. Manifesti e materiale promozionale del passato, foto d’archivio, lettere, documenti cartacei, supporti audiovisivi, locandine, gadget di vario tipo (dalle spille alle felpe, dalle matite ai taccuini) saranno esposti nelle stanze o attraverso video e fotografie, a testimoniare l’evoluzione del Salone nel corso degli anni.
L’iniziativa prevede anche l’intervento di Marco Pautasso, Segretario Generale del “Salone”, che spiegherà l’importanza della memoria e degli archivi come strumenti imprescindibili per le realtà culturali che guardano al futuro: “non semplici luoghi di conservazione, ma elementi vivi e attivi”. Pautasso proporrà anche una riflessione sulla storia del “Salone del Libro” e sul valore della memoria all’interno di un evento contemporaneo di questo tipo, soffermandosi sull’archivio quale “risorsa dinamica, capace di generare conoscenza e orientare le scelte future”. Particolare attenzione, infatti, sarà dedicata alle sfide e alle prospettive dei prossimi anni, tra cui i “processi di digitalizzazione”, l’“accessibilità dei materiali” e le nuove “possibilità di ricerca”.
Ma come nasce l’idea dell’iniziativa?

Ci illuminano gli organizzatori: “L’idea nasce a partire da una riflessione concreta sullo stato attuale dell’archivio del ‘Salone’ e delle altre iniziative organizzate, da ‘Portici di Carta’ ad ‘Adotta uno scrittore’, da ‘Lungomare di libri’ a Bari alla ‘Festa del libro medievale e antico’ di Saluzzo, fino a ‘Un libro tante scuole’ e ad altri progetti, sviluppati grazie alla collaborazione con diverse realtà ed enti territoriali”.
Attualmente, gran parte dei materiali archivistici sono conservati in un magazzino dedicato, non accessibile al pubblico, situato a Moncalieri che custodisce documenti risalenti alla prima edizione del Salone, nell’anno 1988, e che arrivano fino al 2017. Nello specifico, sono custodite circa 150 unità conservative (scatole) di varie dimensioni, distribuite su 14 bancali: un insieme eterogeneo di materiali, documenti, pubblicazioni, centinaia di supporti audiovisivi (tra CD, cassette, VHS e Betacam), accumulati nel tempo e conservati in una condizione ancora parzialmente non sistematizzata. Di questi materiali saranno trasmesse delle immagini in un video di presentazione visionabile durante la visita. Accanto a questo archivio “depositato”, esiste l’attuale “archivio vivente”: quello che prende forma quotidianamente negli uffici del “Salone” in via Giannone, a Torino. Un “archivio” costituito da bozze, programmi, materiali grafici, oggetti e strumenti di lavoro, legato in particolare agli anni più recenti, dal 2019 ad oggi. Un “archivio” che racconta “come l’identità dell’evento si costruisca nel tempo, attraverso scelte estetiche, variazioni e continuità” e che sarà accessibile al pubblico in occasione di tale iniziativa.
L’ingresso é gratuito, con prenotazione sul sito www.salonelibro.it o sul sito www.archivissima.it.
g.m. ilTorinese.it
Nelle foto: Un biglietto del “Salone” alla sua prima edizione, 1988; Materiale d’“archivio”; Marco Pautasso; Dario Fo e Franca Rame al “Salone” del 2008
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