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Sociale

Premio Ausonia 2026 – Cultura e inclusione: premiata Mirela Brahimi

di Flavia Romani -


È stata la sede dell’Europe Experience “David Sassoli” di Roma ad ospitare, lo scorso 4 giugno, la conferenza stampa di presentazione del Premio Ausonia 2026. La manifestazione, ideata e diretta da Antonio Maria D’Amico, dal 9 all’11 luglio animerà la città di Cariati, in Calabria, con una serie di eventi dedicati alla cultura, all’inclusione sociale, al dialogo interreligioso e alla valorizzazione delle eccellenze italiane.

Giunto alla sua dodicesima edizione, il Premio Ausonia rappresenta oggi un importante punto di riferimento nel panorama culturale nazionale, grazie alla capacità di coniugare identità territoriale, impegno civile e promozione di figure che, attraverso il proprio lavoro, contribuiscono concretamente alla crescita sociale del Paese. La manifestazione, nel corso degli anni, ha saputo costruire una rete di relazioni istituzionali e culturali sempre più ampia, coinvolgendo rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, dell’associazionismo e dell’imprenditoria sociale.

Premio Ausonia 2026: la presentazione a Roma

L’incontro romano, alla presenza di esponenti istituzionali, amministratori locali e rappresentanti del mondo culturale e associativo, è stato occasione per presentare il programma della nuova edizione e per ribadire la missione del Premio Ausonia: valorizzare esperienze umane e professionali capaci di creare connessioni, inclusione e coesione sociale.

Tra le figure premiate dell’edizione 2026 spicca Mirela Brahimi, che riceverà il “Premio AUSONIA Special 2026 – Connessioni umane”, riconoscimento assegnato a personalità che si distinguono per il proprio contributo sociale e umano nel territorio nazionale. La consegna ufficiale del premio avverrà il prossimo 10 luglio a Cariati, nell’ambito degli eventi centrali della manifestazione.

Premiata Mirea Brahimi

Mirela Brahimi rappresenta è una figura professionale moderna e trasversale, capace di unire competenze sociologiche, sensibilità umana e imprenditoria sociale. Laureata in Sociologia e Psicologia, è socia del Dipartimento Lazio dell’Associazione Nazionale Sociologi (ANS), all’interno della quale partecipa attivamente alle iniziative nazionali e regionali, ai convegni e ai lavori congressuali dell’associazione. Il suo impegno si concentra in particolare sulla valorizzazione della figura professionale del sociologo, sulla promozione della sociologia applicata e sull’analisi delle trasformazioni sociali contemporanee.

Attraverso il networking con professionisti provenienti da tutta Italia e il sostegno costante alle attività associative, contribuisce al rafforzamento della comunità sociologica nazionale, affrontando temi centrali come l’accelerazione sociale, le politiche sociali e il ruolo operativo del sociologo nei territori. Accanto al percorso accademico e associativo, Mirela Brahimi ha sviluppato negli anni una significativa esperienza imprenditoriale nel settore socio-assistenziale. Ha infatti ideato e gestito numerose strutture dedicate all’assistenza di anziani e persone con disabilità, tra cui Villa Fidelis, Villa Mirela, Casa del Sole, Casa dei Nonni, Villa Patrizia, Medical San e Bio Orbis.

Bio Orbis e l’accoglienza

Proprio Bio Orbis rappresenta uno dei progetti più significativi del suo percorso professionale. La società opera nel settore dei servizi socio-sanitari, della formazione professionale e dell’accoglienza, sviluppando attività rivolte alle fasce più vulnerabili della popolazione. In qualità di Ente Gestore della Prefettura di Roma, Bio Orbis si occupa della gestione dei servizi di accoglienza destinati ai richiedenti protezione internazionale all’interno dei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS). L’attività dell’azienda non si limita all’accoglienza residenziale, ma si estende alla progettazione di percorsi di inclusione sociale, supporto socio-sanitario, consulenza e formazione professionale.

Bio Orbis realizza inoltre progetti in collaborazione con enti pubblici e privati, Comuni, Regione Lazio e Asilo Savoia, intervenendo a sostegno di minori, famiglie in difficoltà, donne vittime di violenza, anziani e persone in condizioni di marginalità sociale. Rilevante anche l’esperienza maturata nella gestione del servizio sperimentale SAP per conto della Prefettura di Roma, un modello di accoglienza di primo livello orientato all’assistenza socio-sanitaria, simile a quello adottato negli hotspot di Lampedusa.

lla base dell’attività di Mirela Brahimi vi è una precisa visione sociale: accoglienza e integrazione non possono essere considerate realtà separate, ma elementi strettamente connessi. Come lei stessa sostiene, “non vi è buona integrazione senza una buona accoglienza, ma non è possibile accogliere se non si è stati in grado di integrare chi è già all’interno della nostra nazione”. Il riconoscimento conferito dal Premio Ausonia assume un valore simbolico importante, premiando non soltanto il percorso professionale di Mirela Brahimi, ma soprattutto una visione dell’imprenditoria sociale fondata sulla responsabilità, sull’inclusione e sulla costruzione di relazioni umane autentiche.


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