Premio Edela, i riflettori sui figli delle donne uccise
Roma, a palazzo Wedekind la quarta edizione del riconoscimento promosso dall'Associazione fondata da Roberta Beolchi
ROBERTA BEOLCHI PRESIDENTE PREMIO ADELA
A Roma, nelle sale di Palazzo Wedekind in piazza Colonna, si è svolta la quarta edizione del Premio Edela, il riconoscimento con cui l’omonima associazione richiama l’attenzione pubblica su una delle conseguenze meno raccontate della violenza di genere: i figli che restano dopo l’uccisione della madre – le vittime collaterali.
Bambini e ragazzi che spesso, nello stesso istante, perdono entrambi i genitori, perché l’autore del delitto è quasi sempre il padre o il compagno della donna.
Per Edela la violenza non si ferma al delitto: i suoi effetti accompagnano per anni la crescita dei figli e la vita di chi li ha accolti.
Un impegno nato nel 2018
L’associazione è nata nel settembre 2018 da Roberta Beolchi, che ne è tuttora presidente, e opera su scala nazionale accanto agli orfani di femminicidio e alle famiglie affidatarie che li accolgono, con aiuto psicologico, assistenza legale e percorsi educativi.
A condurre la serata, l’avvocato Cataldo Calabretta, docente universitario e componente del Comitato scientifico di Edela, mentre le motivazioni lette con emozione dall’attrice Eva Lucchini che da sempre è vicina all’associazione, anche attraverso il musical “Regina dei cuori” – con un sostegno ad un progetto estivo per sei bambini orfani. Le opere consegnate ai premiati – firmate dall’artista Letizia Moroni – raffigurano una libellula, emblema del cambiamento e della possibilità di ricominciare.
Istituzioni, giustizia, cultura e sport
Tra i riconoscimenti istituzionali spicca quello a Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza. Per il mondo della giustizia premiati anche la consigliera del Csm Claudia Eccher, il magistrato Valerio de Gioia, la criminologa della Sapienza Anna Maria Giannini e l’avvocata penalista Laura Sgrò.
Riconoscimenti anche a Barbara De Rossi, storico volto di “Amore criminale”, all’attore Ettore Bassi, all’infettivologo Matteo Bassetti, alle giornaliste Roberta Floris del Tg5 e Giada Fazzalari, direttrice de “L’Avanti! della Domenica”, a Valeria Altobelli, Francesca Pascale e al presidente di Unicef Italia Nicola Graziano.
Premiati inoltre Chantal Hamende di Fondazione Terna, Caterina Belletti di Fs International, la scrittrice Anna Silvia Angelini, Giacomo Coppola, Jessica Dalla Fontana e Luca Massaccesi dell’Osservatorio Bullismo e Disagio Giovanile, affiancato da Annalisa Minetti e dalla campionessa di pentathlon Alessia Pieretti.
Premiata anche a Javier Zanetti, vicepresidente dell’Inter, rappresentato in sala. La dodicenne Summer Skye Bechini è stata nominata ambasciatrice di Edela per le nuove generazioni: una sua tela sarà battuta all’asta a favore dei progetti per gli orfani. Premiata anche Sofia Donadio, 16 anni – sopravvissuta alla tragedia di Crans-Montana – che ha dedicato il riconoscimento a chi non ce l’ha fatta.
Le voci di chi ha perso la madre
Il momento più intenso è arrivato con la presenza di Marco Sancandi e Valentina Belvisi, entrambi orfani di femminicidio. Belvisi, che ha scelto di rinunciare al cognome paterno, oggi affianca l’associazione e presta la propria voce ai ragazzi che portano la stessa ferita e alle donne vittime di violenza.
La loro presenza ha ricordato alla platea che, spenti i riflettori della cronaca, per chi sopravvive comincia un percorso lungo, fatto di lutto, aule di tribunale, nuove case e nuove scuole.
Una legge ancora poco applicata
Il tema resta di stretta attualità. Dal 16 febbraio 2018 è in vigore la legge 4, che garantisce ai figli delle vittime di crimini domestici il patrocinio gratuito, il sostegno psicologico e un contributo di 300 euro mensili per ogni minore in affido.
Secondo la relazione 2024 del Viminale, però, dei circa 62 milioni stanziati dal 2020 è stato erogato soltanto il 3,7 per cento, complici scarsa informazione e procedure complesse.
Mancano perfino stime ufficiali sul numero degli orfani. Un quadro parziale arriva dal bando “A braccia aperte” dell’impresa sociale Con i Bambini, che in cinque anni ha preso in carico 253 minori: nel 40 per cento dei casi erano presenti al momento del delitto e, all’ingresso nei progetti, il 70 per cento delle famiglie non riceveva i benefici previsti dalla legge.
È in questo immenso vuoto colmo di dolore che realtà come Edela, provano a costruire giorno dopo giorno, una rete capace di non abbandonare chi resta.
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