Progetto Frosty: oltre la Groenlandia c’è di più
Il Pentagono ha lanciato il progetto Frosty per le zone polari.
Il piano si inserisce all’interno di un vasto programma compreso nella legge di bilancio che prevede la modernizzazione dell’energia nucleare, l’utilizzo di nuovi aerei da combattimento, il potenziamento dell’intelligenza artificiale e della sicurezza informatica e lo sviluppo di un sistema missilistico difensivo: il Golden Dome.
Ciò per contrastare la Russia e la Cina ma soprattutto per essere competitivi nel nuovo assetto geopolitico venutosi a creare. A tal fine infatti è stata aumentata la libertà del Pentagono di progettare piani a lungo termine per operazioni informatiche e di sicurezza in generale.
Il Ministero degli Esteri cinese, tramite il suo portavoce, ha invitato gli Stati Uniti a non usare la scusa della minaccia proveniente dalla Cina per raggiungere obiettivi nazionali.
L’Artico diventa quindi un asset strategico, così come la Groenlandia.
Lo scopo principale del Pentagono è quello di superare i limiti dei radar tradizionali in uno dei territori più ostili del pianeta, la regione polare, dove fenomeni naturali come le aurore boreali e l’instabilità della ionosfera rendono estremamente complesso il tracciamento di aerei e navi.
Il programma Darpa, Defence Advanced Research Projects Agency, intende sviluppare una tecnologia in grado di funzionare in un ambiente dove i sistemi tradizionali falliscono. Nell’Artico, infatti, la turbolenza della ionosfera distorce i segnali.
L’interesse americano per la regione artica non è dell’ultima ora. Infatti, dopo il 2016, la Russia ha iniziato a poco a poco a riaprire numerose basi militari del periodo della Guerra Fredda lungo il Circolo Polare Artico. Mosca ha inoltre schierato la flotta aerea per le rotte polari, affermandosi come protagonista dei ghiacci.
In questo contesto nasce e si sviluppa il progetto Frosty. La Darpa sta raccogliendo proposte industriali per nuove tecniche di elaborazione del segnale, con l’obiettivo di rilevare e tracciare bersagli aerei a distanze superiori di circa 75 chilometri. Le tracce radar devono essere trasformate in elementi operativi entro 90 secondi per essere davvero efficaci.
Il piano Frosty introduce una tecnica radar basata su due pilastri innovativi. Il sistema utilizza algoritmi di elaborazione del segnale progettati per filtrare le distorsioni atmosferiche tipiche dei poli, permettendo di identificare oggetti piccoli o a bassa tracciabilità, come droni. Inoltre la tecnologia punta a migliorare la continuità spaziale e temporale del segnale, garantendo una tracciatura continua anche durante condizioni meteo estreme o turbolenze geomagnetiche.
La vera innovazione, però, riguarda il metodo di illuminazione; invece di affidarsi a impulsi regolari, Frosty si basa su una luce capace di attraversare l’ambiente elettromagnetico disturbato dell’Artico. Il sistema punta alla trasmissione di segnali a banda ultra-larga che agiscono come un faro ad altissima precisione. Frosty utilizza una tecnica di illuminazione che distingue l’imput riflesso del bersaglio dal rumore atmosferico di fondo. Il sistema non si manifesta in modo continuo, ma fornisce luce in maniera intelligente, evidenziando solo le parti di cielo dove l’algoritmo rileva anomalie, rendendo il radar più difficile da localizzare per il nemico.
I primi test del sistema sono previsti nell’Alaska centrale e settentrionale. Il contratto prevede un impegno pluriennale da parte dei futuri appaltatori con una dimostrazione del funzionamento del sistema programmata tra il 2026 e il 2028.
I ghiacci non sono più solo delle barriere naturali ma luoghi da utilizzare per nuove lotte politiche e strumenti moderni di difesa avanzata.
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