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Attualità

Quarant’anni di Siap: poliziotti che custodiscono le libertà

di Giuseppe Tiani -


Le guerre entrano nelle nostre città anche quando i fronti sono lontani. Le crisi geopolitiche alimentano tensioni, minacce ibride e vulnerabilità delle infrastrutture. I loro riflessi attraversano il lavoro dei poliziotti, dalla prevenzione all’ordine pubblico. La sicurezza pubblica è una condizione della tenuta democratica, consente di esercitare i diritti e affrontare l’instabilità senza consegnarsi alla paura.

A Rimini quarant’anni di SIAP

Dal 28 al 30 settembre, a Rimini, all’Hotel Ambasciatori, il SIAP riunisce per la prima volta gli Stati Generali del personale della Sicurezza Pubblica, nell’ambito dell’11° Consiglio Generale Nazionale, nel quarantesimo anniversario della fondazione. Dal 1986 il SIAP, fra le prime tre organizzazioni maggioritarie della Polizia di Stato e del comparto sicurezza, dà voce alla base dei poliziotti, cittadini in uniforme e lavoratori della Repubblica.

I lavori si apriranno lunedì 28 alle ore 16:00 con la mia relazione, l’intervento del Capo della Polizia, prefetto Vittorio Pisani, e i saluti del segretario generale della Confsal Raffaele Margiotta. Il segretario nazionale dell’ANFP Enzo Marco Letizia introdurrà la tavola rotonda «Sicurezza interna e democrazia nell’era delle crisi», con i ministri Matteo Piantedosi e Paolo Zangrillo.

Nelle tre giornate interverranno i sottosegretari all’Interno Nicola Molteni, Emanuele Prisco e Wanda Ferro, i senatori Andrea De Priamo e Maurizio Gasparri, presidenti di commissioni parlamentari, e il presidente del Consiglio regionale della Basilicata Marcello Pittella. Parteciperanno inoltre parlamentari e rappresentanze della Polizia penitenziaria, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, delle Forze Armate e dei Vigili del fuoco. Le delegazioni sindacali delle polizie di Spagna e Romania daranno respiro europeo al confronto su sicurezza, lavoro, retribuzioni e responsabilità comuni nell’Unione europea.

La tutela dei poliziotti e i diritti dei cittadini

Tutti i poteri dello Stato che incidano sulle libertà devono riconoscere i propri limiti e rispondere del proprio esercizio. La dignità e i diritti di ogni persona vincolano l’autorità anche nelle situazioni più difficili. La forza pubblica trova legittimità nella legge, nella necessità e nella gradualità del suo impiego. Vigilare sugli abusi è un dovere; trasformare ogni intervento in un sospetto ideologico contro i poliziotti indebolisce la fiducia nelle istituzioni. Tutelare i poliziotti e garantire i diritti dei cittadini sono espressioni della stessa responsabilità democratica.

È il senso dell’architettura civile della sicurezza delineata dalla legge 121 del 1981, di cui rivendichiamo la piena attuazione. Le istituzioni custodiscono un’appartenenza comune, anche nel conflitto delle idee, il cittadino più debole deve potervi riconoscere la garanzia della propria libertà. Sarà con noi il fraterno amico don Aldo Buonaiuto, padre spirituale del Siap e vicedirettore della Caritas diocesana di Roma. Il suo ministero accanto agli ultimi, l’impegno per sottrarre donne alla tratta, alla violenza e alla schiavitù della prostituzione ricordano il significato più alto della legalità, proteggere chi non ha voce e restituirgli dignità.

Il SIAP e l’affermazione dell’identità nazionale

Affermiamo con orgoglio la nostra identità nazionale e le radici della civiltà europea, pensiero greco, diritto romano, cristianesimo, umanesimo, illuminismo, conquiste liberali e sociali. La laicità garantisce libertà e pari dignità, senza cancellare la memoria. Il Siap non rimuoverà mai il crocifisso dai propri uffici né rinuncerà al presepe e alle celebrazioni pasquali. Custodire le nostre radici e rispettare le altre fedi esprime la maturità della nostra civiltà. Per un poliziotto significa proteggere una chiesa, una sinagoga o una moschea minacciata, difendere chi crede e chi non crede, sottrarre ogni persona alla coercizione. Ma l’integrazione richiede reciprocità e rispetto della legge comune.

Siamo distanti dalle letture massimaliste e fuorvianti di parte dell’opposizione sulla funzione della Sicurezza e i doveri dei polziotti. Siderale è la nostra distanza dalla destra estrema e sovranista e dalle nostalgie autoritarie. I valori del Siap sono iscritti nella Costituzione antifascista nata dalla Resistenza. Le culture riformiste, liberali, socialdemocratiche e cattolico-popolari convivono nella casa comune e plurale del nostro sindacato. L’autonomia ci consente di riconoscere i risultati e contestare le insufficienze di ogni Governo, senza subordinazioni.

I nodi sul gelo stipendiale

A Piantedosi riconosciamo l’attenzione alle tutele professionali e legali del personale e la capacità di dare seguito alle istanze sindacali, oltre lo straordinario impegno nelle attività di prevenzione. A Zangrillo la continuità dei rinnovi contrattuali e un dialogo mai soffocato, anche nei negoziati più difficili. Ma il superamento del gelo stipendiale dovrà condurre al pieno recupero del potere d’acquisto. Restano da assicurare il finanziamento strutturale della specificità, la previdenza dedicata, soprattutto per i giovani, il pagamento tempestivo degli straordinari e l’apertura del tavolo contrattuale per il personale dirigente. Organici, formazione, alloggi e prevenzione del disagio incidono sulla qualità del servizio.

Chiediamo una contrattazione distinta per Sicurezza e Difesa e una Commissione permanente per gli Affari interni in ciascun ramo del Parlamento. Il Siap sarà sempre dalla parte del personale di polizia, senza confondere ruoli, mandati e funzioni. I nostri quarant’anni ci impegnano per rafforzare il profile di una Polizia civile, autorevole e democratica, capace di proteggere la libertà di tutti anche nell’incertezza.


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