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Rapina a Milano, il gip: “Capacità criminale elevatissima”. Ventenne resta in carcere

di Redazione -


Una rapina a Milano finita con violenze, minacce di morte e un tentativo di estorsione. È questo il quadro che emerge dall’indagine su una baby gang che, domenica sera, ha preso di mira un ragazzo di 15 anni nella zona di corso Buenos Aires, uno dei quartieri più frequentati della città. Per il principale indagato, un ventenne, il giudice ha deciso la custodia cautelare in carcere, parlando di una “capacità criminale elevatissima”.

L’aggressione in pieno centro

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il giovane sarebbe stato aggredito da un gruppo composto da altri due ragazzi e da una minorenne. In circa venti minuti di soprusi, la vittima è stata costretta a consegnare giubbotto, scarpe e cellulare. Non solo: il branco avrebbe cercato di ottenere anche del denaro, pretendendo una ricarica da 100 euro su una carta prepagata e arrivando a minacciare la vita del ragazzo pur di ottenerla.

Le minacce ai genitori

Il momento più delicato dell’episodio riguarda il contatto con la famiglia della vittima. Dopo aver verificato che la carta non aveva fondi sufficienti, il ventenne – secondo il giudice – non avrebbe desistito. Anzi, avrebbe obbligato il quindicenne a recarsi a un bancomat e a chiamare il padre, minacciandolo direttamente di uccidere il figlio se non avesse accettato di effettuare la ricarica.

Il ruolo del ventenne

Nel provvedimento di convalida dell’arresto, il giudice sottolinea come l’azione violenta si sia protratta nel tempo e come l’unico maggiorenne del gruppo abbia avuto un ruolo centrale. Non solo per la maggiore prestanza fisica, ma anche per il sostegno morale fornito agli altri, che si sarebbero sentiti legittimati a continuare le violenze: calci alle gambe, colpi con cinture e schiaffi al volto.

Un accanimento che sarebbe proseguito anche dopo la telefonata ai genitori. La vittima, nonostante le suppliche, sarebbe stata lasciata senza cellulare e senza scarpe, costretta ad allontanarsi a piedi nudi.

Custodia cautelare confermata

Il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto i reati contestati – rapina aggravata e tentata estorsione – di particolare gravità, non solo per la loro natura ma per le modalità con cui sono stati commessi. Da qui la decisione di mantenere il ventenne in carcere.

In carcere anche i minorenni

La stessa linea è stata seguita dal gip dei minorenni di Milano, che ha convalidato l’arresto anche per i tre ragazzi più giovani coinvolti. Tra loro c’è una ragazza di 15 anni, che verrà trasferita in un istituto dotato di sezione femminile. Tutti sono stati ascoltati nelle scorse ore al Centro di prima accoglienza del Beccaria.

L’inchiesta prosegue, mentre il caso riaccende il dibattito sulla violenza giovanile e sulla sicurezza nelle aree più frequentate della città.

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