Referendum Giustizia: ANM sfida il Governo, Bobbio accusa di eversione
L' Anm sfida Meloni sul Referendum. Bobbio: "Parole da colpo di Stato". Il fronte del NO è ormai patetico e fondato sul nulla: ecco l'analisi dello scontro
Referendum, l’Anm shock: «Dettiamo noi le regole».
Bobbio distrugge le toghe: «Parole da colpo di Stato, siamo all’eversione!»
Mentre il sindacato dei magistrati lancia la sfida finale al Governo Meloni per il voto del 22 e 23 marzo, il magistrato ed ex senatore Luigi Bobbio lancia un atto d’accusa senza precedenti.
La sfida dell’Anm: “Il tavolo lo facciamo noi”
Il clima intorno al referendum sulla giustizia è ormai da scontro istituzionale. L’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha rotto gli indugi, dichiarando apertamente di voler gestire la partita del dopo-voto da una posizione di dominio. “Vinciamo il referendum e il tavolo lo facciamo noi” è il grido di battaglia delle correnti, convinte che la vittoria del “No” boccerà la Riforma. La magistratura associata non tratta: punta a dare le carte dopo il voto, immaginando un “dopo-Nordio” in cui siano le toghe a guidare le “vere riforme”.
L’affondo di Luigi Bobbio
Di fronte a questa prova di forza, Luigi Bobbio demolisce la strategia dell’Anm con parole che non lasciano spazio a repliche:
«In questa campagna referendaria la Associazione nazionale magistrati si è mossa all’insegna della menzogna, delle falsità e delle suggestioni. Potrete mai più fidarvi di una magistratura così? Se ne fregano di voi. Se ne sono sempre fregati.»
Sulla pretesa dell’Anm di imporsi come potere politico, l’allarme di Bobbio è totale:
«Parole da colpo di Stato! Siamo all’eversione! Anm parla da soggetto politico. Non solo. Parla da potere che dichiara di volersi imporre e prevalere sui veri e soli poteri dello Stato. Del resto sanno bene di essersi già posti in una posizione di dominio sul potere legislativo attraverso la giurisprudenza creativa che ha fatto strame delle leggi, riscrivendo quelle esistenti e addirittura scrivendole in luogo del Parlamento. Fermiamoli!»
Il fronte del NO e la sovranità tradita
Il fronte del NO è diventato patetico con dichiarazioni fondate sul nulla. Il Paese è chiamato a scegliere se restituire la sovranità al Parlamento o restare ostaggi di quella “giurisprudenza creativa” che ha trasformato le toghe in legislatori non eletti, pronti a riscrivere le leggi al posto dei rappresentanti dei cittadini.
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