L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Attualità

Revolut, hacker sfruttano pec italiana: esposti i dati di 680 clienti

di Claudia Mari -


La polizia ha avviato un’indagine a seguito di una sofisticata frode ai danni di Revolut. Alcuni cybercriminali sarebbero riusciti a ottenere informazioni riservate sui clienti utilizzando un indirizzo di posta elettronica certificata riconducibile a un’istituzione italiana. L’inchiesta ipotizza i reati di accesso abusivo a sistema informatico e frode informatica.

Secondo quanto ricostruito finora, gli hacker avrebbero compromesso una casella istituzionale e l’avrebbero utilizzata per presentarsi alla fintech britannica come rappresentanti delle forze dell’ordine. Attraverso richieste apparentemente legittime e collegate a un’indagine internazionale, sarebbero riusciti a ottenere dati personali e finanziari di circa 680 clienti.

Tra le informazioni divulgate figurerebbero dati relativi ai passaporti, agli indirizzi di residenza, ai conti correnti e alle operazioni bancarie effettuate dagli utenti. Revolut ha precisato che l’attacco non avrebbe interessato direttamente i propri sistemi informatici né i fondi depositati dai clienti.

La società ha spiegato di essere intervenuta non appena individuata l’anomalia, bloccando l’indirizzo utilizzato dai responsabili e informando le autorità competenti, comprese quelle giudiziarie, per la protezione dei dati e la supervisione finanziaria. Le persone coinvolte sarebbero state inoltre contattate per ricevere informazioni e assistenza.

La vicenda sarebbe andata avanti per diversi mesi. Alcuni hacker, contattati dal Financial Times attraverso Telegram, avrebbero sostenuto di aver iniziato a interagire con Revolut fingendosi agenti di polizia italiani e di aver successivamente inviato numerose richieste di dati riservati.

Il caso ha attirato anche l’attenzione del Codacons, che sta valutando eventuali iniziative legali. L’associazione chiede di verificare se tra le persone coinvolte vi siano clienti italiani e se altre istituzioni italiane siano state compromesse. L’obiettivo è comprendere l’ampiezza dell’operazione e accertare quali caselle Pec istituzionali possano essere state sfruttate per ottenere informazioni sensibili.


Torna alle notizie in home