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Attualità

Rinnovato il contratto agli Statali: firma (pure) la Cgil

Aumenti salariali fino a 160 euro medi, tutte le novità dell'intesa

di Cristiana Flaminio -


Rinnovato il contratto per gli Statali delle funzioni centrali e, udite udite, ha firmato pure la Cgil. Che inizialmente si era astenuta dall’apporre il suo sigillo, almeno nelle fasi legate all’ultimo rinnovo. Ma non ditelo troppo forte. E, soprattutto, non ricordateglielo a Landini. L’intesa è stata raggiunta a seguito della trattativa tra l’Aran e i sindacati della Pa. Coinvolge fino a 200mila lavoratori e si estenderà per il triennio tra il 2025 e il 2027. Tra le novità più rilevanti c’è l’aumento medio contrattuale. A regime, sarà pari a 160 euro. Questa, però, è una cifra che risente appunto della media. Si va dai 126,6 euro per gli operatori fino ai 221 euro al mese per le professionalità elevate. Sono tre le tranche previste: ciascuna al 1° gennaio dell’anno di riferimento. Il Ministro alla Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, giustamente, esulta per l’avvenuto accordo. Che ha definito “una notizia straordinaria”.

Rinnovato il contratto agli Statali

E, intervistato a Radio Rai1, ha fatto i conti: “In tre anni abbiamo firmato tre contratti: è la prima volta nella storia repubblicana che si firmano i contratti di rinnovo dei pubblici impiegati nella tornata di riferimento”. La Fp Cgil, da parte sua, ha spiegato di aver cambiato idea rispetto alle posizioni iniziali dopo aver registrato l’introduzione del meccanismo di verifica finalizzato a prevenire aumenti inflattivi a tutela dei salari stessi, nonché l’uguaglianza nelle ferie tanto per i neoassunti quanto per i colleghi con anzianità maggiore. Insomma, tutti contenti. Almeno per il momento. La notizia, però, è importante. E arriva in un momento decisivo per le sorti economiche del Paese.


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