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Salta Lovaglio in Mps, colpo di coda del risiko bancario

di Maria Graziosi -


Lovaglio non sarà più l’amministratore delegato di Mps. E no, non entrerà nemmeno nel consiglio d’amministrazione. Eppure, l’ormai ex ad della banca di Rocca Salimbeni, è stato il protagonista del risanamento dell’istituto nonché del risiko bancario visto da Siena. Che ha portato alla conquista del salotto buono della finanza italiana, Mediobanca. Un colpo di coda, o il calcio dell’asino. Sarà come sarà, ma Lovaglio non sarà più della partita Mps. Il comitato nomine l’ha scartato dalla lista dei papabili al rinnovo del Cda già nella serata di martedì. Un’esclusione pesantissima che aveva innescato, oltre alle turbolenze in Borsa (in apertura il titolo di Mps ha perso quasi il 4% limitando poi il rosso al 2%), una ridda infinita di polemiche. Che si sono trascinate per tutta la giornata di ieri.

Lovaglio, Mps e l’inchiesta sul risiko bancario

Il nodo è facile da individuare. Lovaglio è finito, insieme ad altri, nell’inchiesta sul “concerto” Caltagirone-Delfin. Il suo ruolo nel risiko bancario è all’attenzione dei magistrati. La sua posizione, per quanto l’ex ad si sia detto più che certo di uscirne assolutamente pulito dall’intera vicenda, s’è fatta fragile. E nel mondo degli affari, specialmente quando si è recitato un ruolo centrale, le vulnerabilità di qualcuno diventano, automaticamente, occasioni e vantaggi per gli altri. Che ne approfittano, sempre. A questo, poi, andrebbe sommato lo scetticismo dei mercati che non sono rimasti convinti dal piano industriale Mps presentato dallo stesso Lovaglio qualche giorno fa. Insomma, la situazione è incandescente. E avrà sicuramente degli strascichi. Una responsabilità in più per chi dovrà prenderne il posto.


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