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Esteri

Scudo e spada di Kiev: la dipendenza da Usa e Starlink

di Redazione -


di Paolo Giordani*

“Senza scudo e spada ora il Paese rischia di doversi arrendere”, titolava così “Repubblica”, il 15 ottobre. Il Paese è ovviamente l’Ucraina e il titolo è impeccabile. Infatti scudo e spada di Kiev (fuor di metafora: la difesa aerea e l’efficacia di droni e missili a lunga gittata) dipendono dagli Stati Uniti, cioè dal presidente Trump e del suo amico (almeno in questa fase) Musk, il proprietario della rete satellitare Starlink di cui si servono entrambi i contendenti, Russia e Ucraina, per guidare le loro armi.

La differenza è che la Federazione russa utilizza illegalmente terminali Starlink sottratti sul campo mentre sta mettendo in orbita i satelliti dell’equivalente nazionale, “Rassvet” (“Alba”), che, per scopi militari, potrebbe essere operativo già nel 2027. L’Ucraina invece non ha alternative: senza l’intelligence americana e la rete satellitare del plurimiliardario sudafricano, difesa e attacco sono quasi del tutto ciechi. Fanno eccezione, paradossalmente, i missili destinati ai colpi in profondità, che si autoguidano.

L’Europa nella stessa condizione: satelliti, missili e difesa comune

In realtà – e su questo vale la pena di spendere qualche parola in più – gli alleati europei della NATO sono più o meno nella stessa condizione dell’Ucraina. L’83 per cento dei satelliti militari della NATO è americano e sotto il controllo americano è il SEWS (Shared Early Warning System) che individua lanci di missili balistici praticamente in tempo reale (lo scudo). Il programma satellitare che dovrebbe dare all’Europa una connettività sicura, indipendente e sovrana (IRIS) non sarà pienamente operativo prima del 2029-30. Nessun paese europeo ha missili balistici con base a terra di gittata superiore a 500 chilometri (la spada), mentre i Tomahawk e i Dark Eagle americani arrivano a 2800 chilometri.

Naturalmente Francia e Gran Bretagna dispongono di missili balistici con testate nucleari montati su sottomarini che possono colpire a 8 mila chilometri di distanza. Ma la Bomba, si sa, è il deterrente di ultima istanza.

Per decenni l’Europa ha costruito uno spazio economico comune, non una difesa comune. Ha delegato la propria sicurezza agli Stati Uniti, pagando (relativamente poco) per il servizio. Ora il fornitore non solo alza le tariffe, ma va a braccetto con l’uomo del Cremlino, spauracchio dell’Ue. Per qual poco ch’è capace di sorridere, c’è da stupirsi che Putin sorrida quando sente gli europei alzare la voce?

*Presidente dell’Istituto diplomatico internazionale

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