“Snodi Culturali”: Tibaldi presenta il suo libro a quattro mani con Carlin Petrini
Evento conclusivo, non privo di dolenti memorie, che certamente non mancherà di farsi affettuosa trama di indelebili ricordi e profonde gratitudini. Perché Lui, la Sua anima, la Sua voce saranno lì, in mezzo al pubblico e alle sue tante voci, come vento di speranza e di quell’infinito amore, che nel tempo l’hanno accompagnato a fare grande, sempre di più, la Sua amata Langa. Destino!

Proprio a pochi giorni, infatti, dalla scomparsa (giovedì 21 maggio scorso, a 76 anni) nella sua Bra dell’indimenticato Carlin Petrini, “filosofo del cibo buono, pulito e giusto”– fondatore di “Slow Food”, “Terra Madre – Salone del Gusto” e di quella meraviglia (2004) che è a Pollenzo l’“Università di Scienze Gastronomiche”, primo Ateneo al mondo dedicato al cibo nella sua globalità – si terrà l’ultimo appuntamento (che lo vedeva coinvolto) di “Snodi Culturali”, il ciclo degli 11 incontri gratuiti, tenuti, dal 16 aprile scorso al prossimo 26 maggio (a Guarene, Neviglie e Pieia) sotto la direzione creativa della “Fondazione Cesare Pavese”, con il coordinamento e la “moderazione” di Pierluigi Vaccaneo.

Ultimo appuntamento in programma a Guarene (Cuneo), martedì 26 maggio (ore 18), presso “Palazzo Re Rebaudengo”, protagonista l’albese Paolo Tibaldi (attore, regista e scrittore, “Premio Davide Lajolo 2020” per l’impegno nella valorizzazione della cultura locale attraverso il linguaggio teatrale) che, in quell’occasione racconterà, di “Vite di Langhe e Roero. Storie e vite che hanno dato forma a una delle terre più affascinanti d’Italia”, ultimo libro (“Slow Food editore”, 2025) scritto a quattro mani – e a due grandi cuori – proprio insieme a Carlin Petrini. Un viaggio nelle Langhe e nel Roero attraverso le storie, i volti e le trasformazioni che hanno segnato gli ultimi due secoli, il libro intende guidare il pubblico dentro una “geografia umana” fatta di lavoro, comunità e cambiamenti profondi. “Dalla civiltà contadina – si sottolinea – alle sfide contemporanee, dai pionieri del vermouth e dei vini piemontesi ai contadini che hanno saputo via via leggere la terra con umiltà ed ingegno, si tratta di un racconto che intreccia memoria e futuro, invitando a riscoprire il valore delle radici come responsabilità condivisa. Un’occasione per guardare ai territori con uno sguardo nuovo, consapevole e generativo”. Pur rendendo il totale, dovuto omaggio alla tradizione. E, in proposito, Carlin citava in prefazione Gustav Mahler: “Tradizione è custodire un fuoco – diceva il grande compositore e direttore d’orchestra austriaco – non adorare la cenere”.
E ancora, Carlin: “Questo libro è un gesto di gratitudine verso chi ci ha regalato memorie, immagini, silenzi. Ma è anche, e forse soprattutto, un atto di responsabilità verso una generazione di giovani che merita di conoscere le radici delle loro stesse vite”. Quanto ci mancheranno questi insegnamenti! Quanto ci mancherà Carlin Petrini! La sua assenza (e il sapere che sarà “assenza senza fine”), nell’incontro del prossimo martedì a Guarene, sarà un grosso macigno, grosso e pesante sul cuore e sui ricordi di tutti presenti.
In un’occasione che vorrà sottolineare il valore conclusivo di un Progetto, quale “Snodi”, sicuramente a lui caro e che ha fortemente contribuito ad offrire una notevole imprinting socio-culturale all’intero “Suo” territorio. Sottolinea, in proposito, il sindaco di Guarene, Simone Manzone: “ ‘SNODI’ è stato un progetto importante per Guarene, Neviglie e Piea, non solo per le attività realizzate, ma per il metodo che ha saputo costruire: mettere insieme istituzioni, partner culturali, artisti, professionisti, cittadini e comunità locali attorno a un’idea condivisa di territorio. L’appuntamento del 26 maggio rappresenta un momento particolarmente significativo, perché ci permette di chiudere il ciclo di ‘Snodi Culturali’ ringraziando tutte le persone che, dal 2022 a oggi, hanno contribuito alla crescita e alla buona riuscita del progetto. Dopo questa data ‘SNODI’ ci regalerà ancora qualche piccola sorpresa artistica nei tre Comuni coinvolti, ma il 26 maggio sarà soprattutto l’occasione per ritrovarci, fare memoria del percorso compiuto e riconoscere il valore delle relazioni, delle idee e delle energie che questo progetto ha saputo attivare”.
In un filone di grande impegno costruttivo per dare concretezza alle infinite, radicate potenzialità di un territorio, quale quello di Langhe – Roero, che di certo l’“immenso” Carlin ebbe ad apprezzare e a condividere.
Per info: www.progettosnodi.it
Gianni Milani
Nelle foto: Guarene “Palazzo Re Rebaudengo”, Paolo Tibaldi e Carlin Petrini
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