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“Stalking di gruppo”: Roberta Bruzzone verso il rinvio a giudizio

E' accusata di aver orchestrato con tre suoi collaboratori una campagna di persecuzione sistematica contro la collega Elisabetta Sionis, psicologa forense e giudice onorario minorile

di Angelo Vitale -

Roberta Bruzzone


La Procura di Cagliari ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a carico della criminologa Roberta Bruzzone e di tre suoi collaboratori: l’accusa, pesantissima, stalking di gruppo continuato e aggravato. Non sono più indiscrezioni. Un fascicolo ora trasmesso per competenza territoriale alla Procura di Roma, dove si deciderà sul rinvio a giudizio.

I fatti e le circostanze: odio social e “metodi” spietati

Secondo le indagini condotte dal pm Gilberto Ganassi, la Bruzzone – da anni noto volto dei talk tv – avrebbe orchestrato una campagna di persecuzione sistematica contro la collega Elisabetta Sionis, psicologa forense e giudice onorario minorile.

Le prove raccolte nelle chat pubblicate oggi includono messaggi ritenuti di una violenza inaudita. Tra le frasi intercettate: “È in putrefazione da viva”, “Spero in un malaccio” e insulti riguardanti presunti abusi di botox.

In diverse chat a cui partecipava Bruzzone – scrive Dire – la Sionis etichettata dalla stessa come una criminologa dalla “miserabile esistenza”, “da Tso”, “in putrefazione” o ancora “lavastovigliologa” o “alcoldipendente”. E, come riporta il quotidiano La Repubblica, per lei espressioni colorite e denigratorie. Per esempio, “Continua a sbavare sui nostri profili”, va “cacciata a pedate nel sedere” dai tribunali. O ancora a lei “le goccine e le overdose di botox non bastano più”, infine “una lestofante in meno”…solo per citarne alcune.

Il “sistema” dei profili fake

Le accuse non riguardano solo l’insulto diretto, ma l’uso coordinato di profili social falsi creati appositamente per screditare la Sionis. E, fatto ancor più grave, per colpire indirettamente la sua figlia minorenne. Gli indagati avrebbero interagito con altri utenti per alimentare una gogna mediatica volta a distruggere la reputazione professionale e personale della vittima.

Cosa succede ora?

Con la chiusura delle indagini, la difesa di Roberta Bruzzone ha venti giorni per presentare memorie o chiedere che venga interrogata circa le accuse di stalking. Se venissero confermate in sede processuale, la criminologa rischierebbe il crollo della propria immagine pubblica.


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