“Strade piene di fascismo? … O di problemi reali ignorati”
Quando il sindaco di Milano Giuseppe Sala dichiara che “le nostre strade sono ancora piene di fascismo”, viene spontaneo chiedersi: ma di quali strade sta parlando? Perché se un sindaco parla di strade, dovrebbe conoscerle palmo a palmo. Dovrebbe viverle. E soprattutto, dovrebbe sapere cosa succede davvero sotto casa dei cittadini.
Oggi Internet è una finestra spalancata sulla realtà, e quella realtà racconta tutt’altro. Racconta di città europee e italiane sempre più insicure, di ragazze accerchiate, insultate, bullizzate e picchiate. Racconta di anziani e persone fragili presi di mira, di gruppi che arrivano alle spalle e mollano ceffoni come se fosse un nuovo “gioco urbano”. Racconta di bar e locali devastati senza motivo, di treni e metropolitane trasformati nel luogo di lavoro degli specialisti del borseggio. A Venezia, giusto per essere chiari i borseggiatori non parlano certo veneto!
E allora la domanda è semplice: com’è possibile che un sindaco, che per definizione dovrebbe stare sul territorio, riduca tutto a slogan politici usati negli anni 70, riduca tutto a una categoria ideologica vecchia di ormai mezzo secolo? Non servono “chissà quali studi”, basta guardarsi attorno. Basta accendere il telefono. Basta ascoltare i cittadini.
Siamo ben lontani dagli anni Settanta, quando la contrapposizione politica era davvero una questione di piazza, con metà Paese marchiato di nero e l’altra di rosso. Oggi i problemi sono altri, e li conoscono tutti. Tranne, a quanto pare, chi preferisce buttarla in politica per evitare di nominarli, o probabilmente perché in tanti forse troppi anni di Amministrazione non solo non ne ha risolto uno ma li ha ingigantiti.
Io sono di Destra. L’ho sempre detto. Ho una cultura familiare di destra, mi sono candidato a destra ma ho sempre rispettato chi non la pensa come me, soprattutto chi sta a sinistra. Ma una cosa è il rispetto delle persone, un’altra è il rispetto per idee che continuano a parlare di fascismo mentre ignorano l’insicurezza quotidiana difendendo Caino invece di proteggere Abele e dimostrando che queste loro idee sono l’attuale fascismo: infatti sono proprio queste le Idee che, paradossalmente, producono quel clima autoritario e intimidatorio che dicono di combattere.
La sinistra oggi perde consenso giorno dopo giorno, con risultati spesso imbarazzanti, salvo rare eccezioni locali legate a buoni amministratori. Continuare a evocare fantasmi del passato, mentre le strade chiedono risposte concrete, non è solo poco credibile. È pericoloso. Perché mentre si grida al fascismo, la realtà bussa alla porta. E non chiede ideologia: chiede sicurezza, ordine e verità.
Torna alle notizie in home