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Strage di Ustica, Mattarella: “La ricerca della verità resta un dovere irrinunciabile”

di Giuseppe Ariola -


A quarantasei anni dalla strage di Ustica, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rinnova il ricordo del disastro aereo del 27 giugno 1980. Ribadisce, inoltre, la necessità di continuare il percorso di accertamento della verità. Nel messaggio diffuso in occasione dell’anniversario, il Capo dello Stato sottolinea come quella tragedia rappresenti una ferita ancora aperta nella storia della Repubblica italiana. Proprio per questo richiama le istituzioni all’impegno per fare piena luce su quanto accadde nei cieli sopra il mar Tirreno. Il presidente della Repubblica rivolge anzitutto un pensiero ai familiari delle vittime. Lo fa evidenziando come il dolore provocato dalla tragedia resti immutato nonostante il trascorrere del tempo. “Sono trascorsi 46 anni dalla strage nei cieli di Ustica. In questo giorno di raccoglimento e di memoria, il pensiero di vicinanza e di solidarietà va anzitutto ai familiari delle vittime, straziati da un evento inaccettabile e da un dolore profondo che il tempo non può lenire”, afferma Mattarella.

La ricerca della verità resta una priorità

Il Capo dello Stato ricorda che il DC9 partito da Bologna e diretto a Palermo precipitò nel Tirreno. Lo schianto provocò la morte di tutte le 81 persone a bordo, tra passeggeri e membri dell’equipaggio. Una tragedia che, sottolinea il presidente, ha lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva del Paese. Nel suo messaggio, Mattarella richiama anche il lungo percorso giudiziario e investigativo seguito alla strage, caratterizzato per molti anni da incertezze e interrogativi. “La ricostruzione di quanto accaduto è rimasta a lungo nebulosa, la via della ricerca della verità, tuttavia, è stata percorsa e ha portato a risultati significativi”, osserva il presidente della Repubblica. Parole che ribadiscono come il lavoro svolto negli anni abbia consentito importanti passi avanti, senza però esaurire il dovere delle istituzioni di continuare a ricostruire pienamente i fatti.

La richiesta di verità di Mattarella sulla strage di Ustica

Il messaggio si conclude con un forte richiamo al valore della memoria e della verità storica. “Ricomporre quanto avvenne sul mar Tirreno in quel tragico 27 giugno 1980 rimane un dovere irrinunciabile”, aggiunge Mattarella. Un modo per evidenziare come l’accertamento completo delle responsabilità rappresenti un impegno non soltanto nei confronti delle famiglie delle vittime, ma dell’intera Repubblica. A distanza di 46 anni, la strage di Ustica continua infatti a rappresentare uno dei capitoli più complessi e dolorosi della storia italiana. Un simbolo della necessità di coniugare memoria, giustizia e trasparenza istituzionale.


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