Street art contro Aponte: perché lo hanno attaccato?
Nel poster l'elenco di tutte le proprietà dell'armatore e un interrogativo alla città
Il poster art contro Aponte a Genova
Street art contro Aponte a Genova, il cuore pulsante della città – Piazza delle Erbe – il palcoscenico di un’incursione artistica che fonde dissenso politico e creatività urbana.
La pagina Facebook Street art in Genoa – racconta Shipping Italy – ha documentato la comparsa di un manifesto anonimo che mette nel mirino Gianluigi Aponte, armatore patron Msc, figura centrale dell’economia marittima globale.
La poster art contro l’armatore “pigliatutto”
L’opera, riconducibile alla corrente della poster art, ritrae l’imprenditore in forma caricaturale mentre stringe a sé i simboli del suo impero: navi da crociera, container marchiati Msc, le iconiche Torri che ospitano gli uffici del Gruppo e la testata giornalistica Il Secolo XIX.

L’impero di Aponte sotto la Lanterna
Il poster non si limita all’impatto visivo, ma elenca con precisione chirurgica le acquisizioni che hanno reso il Gruppo Msc il vero “padrone” dello scalo ligure. Nel testo si legge: “Gianluigi Aponte è un miliardario. Risiede a Ginevra, in Svizzera, e con la famiglia dirige il suo immenso patrimonio. A Genova ha comprato: Il Secolo XIX (100%), Rimorchiatori Mediterranei (100%), Slam (100%), Bettolo Srl (100%), Grandi Navi Veloci (100%), Stazioni Marittime Spa (oltre il 50%), Ignazio Messina %& C. (49%), Terminal Rinfuse Genova (45%), Aeroporto di Genova (15%)”.
L’obiettivo dell’autore anonimo, chiaramente quello di stimolare un dibattito pubblico sulla concentrazione di potere nelle mani di un unico soggetto internazionale.
L’interrogativo per Genova
Il messaggio si chiude infatti con un interrogativo diretto alla cittadinanza: “Qualcuno si chiede: Una città intera nelle mani di un uomo che non ci vive? Informati. Discutine. Decidi tu”.
La poster art come strumento di riflessione
Questa tipologia di intervento urbano sfrutta la tecnica della wheat paste (colla a base di acqua e farina), permettendo all’artista di preparare il contenuto in studio per poi affiggerlo rapidamente in strada.
Una forma di espressione che, pur essendo effimera, riesce a trasformare i muri della città in una bacheca di discussione sociale.
La segnalazione di Street art in Genoa conferma come il capoluogo ligure sia un terreno fertile per questo genere di messaggi, dove il confine tra decoro urbano, arte e critica politica si fa sempre più sottile.
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