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Politica

Tajani nega l’Ia a Forza Italia: “Roba da sovietici”

Dopo lo scontro con Vannacci sul caso Siracusano: niente intelligenza artificiale per attaccare gli avversari: "Rischio disinformatja"

di Pietro Pertosa -


Antonio Tajani “nega” a Forza Italia l’utilizzo dell’Ia, l’intelligenza artificiale in vista della prossima campagna elettorale. In un dialogo con il Messaggero, il vicepremier nonché leader del partito azzurro ha promesso che Fi non ricorrerà agli algoritmi per criticare gli avversari. Il sottotesto è la grande, e furibonda, polemica di questo fine settimana che ha visti protagonisti Matilde Siracusano e il generale Roberto Vannacci. Con l’esponente azzurro che si è ritrovata “spogliata” dall’immagine elaborata dall’Ia, con una scollatura profonda che la foto originale non aveva.

Tajani lascia Forza Italia senza intelligenza artificiale

È una questione di stile. Anzi, no. È una questione elettorale, politica. Dunque di sostanza. Anche perché Tajani ha legato direttamente la questione intelligenza artificiale a quella delle fake news. “Ho dato disposizione a Forza Italia di non usare in alcun caso l’IA per criticare gli avversari. Questa rischia di essere una campagna elettorale fortemente inquinata da manipolazioni”. Il tema di fondo riguarda le possibili interferenze russe. “Non ci sono prove che la Russia voglia fare attacchi all’Italia con droni o altre armi. Ma la Russia sta effettuando attacchi cibernetici. E punta il mirino sulla campagna elettorale, anche utilizzando fake news costruite con l’IA”.

“L’Ia? Roba da sovietici”

Tajani ha poi proseguito. “L’uomo perde il pelo ma non il vizio, perché la disinformazione era una delle armi predilette dai sovietici”. Insomma, per Antonio Tajani l’Ia rischia di trasformarsi in una nuova arma che aggiornerebbe un pericolo antico. Forza Italia, intanto, non criticherà gli avversari utilizzando l’intelligenza artificiale. E se ne farà un punto di vanto. La proposta era stata lanciata dal sottosegretario all’Informazione Alberto Barachini e Tajani l’ha accolta in un fiat. Chissà se adesso anche gli altri, a cominciare da Vannacci che s’è già detto contrarissimo, accetteranno.

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