Teheran attaccata: Khamenei già dato per morto, l’Iran risponde a Israele e Usa
I primi morti nel Paese. Missili e droni del regime verso Tel Aviv e le basi statunitensi nel Golfo
Attacco militare deciso da Israele contro l’Iran e in corso con il supporto Usa: esplosioni udite nel centro di Teheran vicino a obiettivi strategici come gli uffici del Leader Supremo. Tel Aviv afferma di aver lanciato un’azione “preventiva” coordinata con gli Stati Uniti. L’Iran ha risposto chiudendo lo spazio aereo e minacciando ritorsioni con missili balistici e droni contro obiettivi israeliani e americani nella regione.
Chi attacca chi e perché
Le Forze di Difesa di Israele hanno dichiarato di aver iniziato un attacco “preemptive” contro l’Iran per rimuovere ciò che considera una minaccia esistenziale. Obiettivo principale il centro di Teheran, aree urbane e infrastrutture legate alla leadership del regime. Il ministro della Difesa israeliano ha annunciato l’azione e ha imposto lo stato di emergenza interno citando la necessità di difesa contro potenziali contrattacchi iraniani.
Secondo fonti dell’intelligence statunitense e media israeliani, una operazione coordinata militarmente con gli Stati Uniti, non un’azione unilaterale isolata.
Cosa sta succedendo nella capitale
Numerose esplosioni segnalate in diverse aree di Teheran, tra cui zone centrali e quartieri amministrativi ad alta importanza strategica. Le agenzie di stampa hanno riportato colonne di fumo nero sullo skyline e la chiusura immediata dello spazio aereo iraniano. Le autorità locali non hanno ancora confermato con precisione danni materiali o vittime ufficiali.
Le sirene d’allarme risuonano anche in Israele, con attivazione delle misure di protezione civile e chiusura delle infrastrutture critiche, mentre fonti israeliane temono lancio di missili e droni iraniani in risposta nelle prossime ore.
Il ruolo degli Stati Uniti
Washington ha avuto un ruolo diretto nel coordinare l’operazione, mettendo a disposizione supporto logistico e intelligence. Le autorità americane non hanno ancora fornito dichiarazioni ufficiali dettagliate, ma funzionari Usa confermano che parte delle azioni militari contro obiettivi iraniani coinvolge anche assetti statunitensi nella regione.
Cosa teme ora Israele
Israele è preoccupato innanzitutto di una rapida ritorsione iraniana, soprattutto tramite missili balistici a corto e medio raggio e velivoli senza pilota diretti verso il proprio territorio e basi alleate americane.
Il timore, che l’Iran possa rispondere con una guerra per procura su più fronti, mobilitando milizie e alleati in paesi vicini come Libano, Iraq e Siria, ampliando così il conflitto. La prospettiva di un’escalation che trascini altri Paesi del Medio Oriente e influisca sui mercati energetici globali, considerata uno scenario a rischio elevato.
L’attacco congiunto
Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato un attacco su larga scala contro l’Iran, con il presidente Donald Trump che ha invitato il popolo iraniano a “prendere il controllo del proprio destino” e a ribellarsi alla leadership islamica che governa la nazione dal 1979.
Alcuni dei primi attacchi sembrano aver colpito le zone attorno agli uffici della Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei. I media iraniani hanno riferito di attacchi in tutto il Paese e si è potuto vedere del fumo levarsi dalla capitale. Le strade che portano al complesso di Khamenei nel centro di Teheran sono state chiuse dalle autorità.
A Teheran, alcuni testimoni hanno udito la prima esplosione presso l’ufficio di Khamenei. La televisione di Stato iraniana ha poi riferito dell’esplosione, senza altri dettagli.
Secondo l’agenzia di stampa statale Irna, i raid aerei hanno ucciso 40 studentesse in una scuola femminile, le prime vittime confermate in Iran nell’operazione. L’agenzia ha riferito che l’attacco è avvenuto nella città di Minab, nel sud dell’Iran, dove ha una base la Guardia Rivoluzionaria iraniana.
Le reazioni nell’area
L’Iraq e gli Emirati Arabi Uniti hanno chiuso il loro spazio aereo e in Giordania sono risuonate le sirene.
Nel frattempo, gli Houthi sostenuti dall’Iran in Yemen hanno promesso di riprendere gli attacchi alle rotte commerciali del Mar Rosso e a Israele, secondo due alti funzionari Houthi. Ma nessun annuncio ufficiale da parte della leadership Houthi.
Le ambasciate e i consolati statunitensi in Qatar, Emirati Arabi Uniti e Israele hanno pubblicato sui social media di aver chiesto al personale di rimanere a casa e di raccomandare a tutti gli americani di “fare lo stesso fino a nuovo avviso”.
La risposta dell’Iran
Dopo gli attacchi, la Guardia Rivoluzionaria iraniana ha lanciato una “prima ondata” di droni e missili contro Israele, dove è stato diramato un avviso a livello nazionale, mentre l’esercito ha affermato di essere al lavoro per intercettare i missili iraniani in arrivo.
Nel frattempo, il Bahrein ha dichiarato che un attacco missilistico ha preso di mira il quartier generale della Quinta Flotta della Marina statunitense nel regno insulare.
Avvertite sirene ed esplosioni in Kuwait, sede del Comando Centrale dell’Esercito statunitense. Esplosioni anche in Qatar.
Il video di Trump
“Quando avremo finito, prendete il controllo del vostro governo. Sarà vostro. Questa sarà probabilmente la vostra unica possibilità per generazioni”, ha detto Trump in un video in cui annuncia “importanti operazioni di combattimento”. “Per molti anni avete chiesto aiuto all’America, ma non l’avete mai ottenuto”.
Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito questo obiettivo ambizioso. “La nostra operazione congiunta creerà le condizioni affinché il coraggioso popolo iraniano prenda in mano il proprio destino”, ha affermato.
Il Ministero degli Esteri iraniano ha rilasciato una dichiarazione di sfida, affermando che il Paese “non esiterà” a rispondere. In una dichiarazione pubblicata su X, il Ministero ha affermato: “È giunto il momento di difendere la patria e affrontare l’assalto militare del nemico”.
Trump, nel giustificare l’azione militare, ha affermato che l’Iran ha continuato a sviluppare il suo programma nucleare e prevede di sviluppare missili per raggiungere gli Stati Uniti. Ha anche riconosciuto che potrebbero esserci delle vittime americane, affermando che “ciò accade spesso in guerra”.
La guerra psicologica: “Khamenei è morto”
Negli ultimi aggiornamenti alcuni media israeliani come Israele’s Channel 12 rilanciano rapporti non ufficiali sulla morte della Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, ucciso o gravemente ferito in un attacco a Teheran, citando “indizi crescenti” delle proprie fonti interne e l’assenza di contatti con lui.
Non esistono però conferme ufficiali da parte del governo iraniano o di agenzie indipendenti su questa morte e fonti militari israeliane spiegano che l’informazione non si basa su conferme dirette ma su valutazioni preliminari.
Allo stesso tempo, media internazionali e iraniani parlano di Khamenei “trasferito” in un luogo sicuro e che non si trovava nella residenza colpita. E non riportano alcuna conferma di decesso, riflettendo un quadro ancora incerto e in evoluzione.
Rumors non confermati circolano anche su altri due vertici iraniani: il comandante delle Guardie Rivoluzionarie Mohammad Pakpour e il ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh, di cui alcuni media riportano la possibile morte negli attacchi. Ma anche queste segnalazioni non sono state ufficialmente confermate da fonti iraniane.
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