Terremoto su Liberty Lines in Sicilia: sequestro per 100 milioni
Gli indagati sono 67, tra loro anche i funzionari pubblici che dovevano controllare la compagnia
Liberty Lines, storica compagnia di navigazione che collega la Sicilia alle sue isole minori, travolta da un’inchiesta giudiziaria e da un sequestro senza precedenti.
Terremoto giudiziario su Liberty Lines
La Procura di Trapani ha disposto il sequestro di oltre 100 milioni di euro, comprendente l’intero compendio aziendale, le quote societarie e i conti correnti. La misura colpisce una società centrale per la continuità territoriale siciliana, aprendo un vaso di Pandora di irregolarità amministrative e condotte corruttive.
Secondo le indagini, Liberty Lines è accusata di truffa ai danni dello Stato, corruzione e frode nell’esecuzione di servizio pubblico. La compagnia avrebbe percepito contributi pubblici della Regione Siciliana senza rispettare i requisiti contrattuali, omettendo di segnalare circa settanta avarie alle proprie unità navali. Le indagini evidenziano una gestione dei registri di bordo manipolata (“giornali nautici” falsificati), che avrebbe indotto in errore la Regione e il ministero dei Trasporti, permettendo l’erogazione di fondi pubblici nonostante mezzi potenzialmente non conformi.
A essere coinvolti sono circa 67 indagati, tra dirigenti e funzionari pubblici. Tra i principali Alessandro Forino, presidente di Liberty Lines; Gianluca Morace, direttore generale; Ferdinando Morace, direttore tecnico e Carlo Cotella, amministratore delegato.
Non risparmiati i funzionari di controllo, inclusi membri del RINA e della Capitaneria di Porto di Trapani, accusati di corruzione in cambio di assunzioni per parenti o biglietti gratuiti.
Il sequestro
Il sequestro, accompagnato dalla nomina di un collegio di amministratori giudiziari: i commercialisti Pietro Squatrito e Fabrizio Abate, con l’avvocato Emanuele Lo Voi Geraci. L’obiettivo dichiarato: garantire legalità e trasparenza senza interrompere il servizio passeggeri, fondamentale per Eolie, Egadi, Pelagie, Pantelleria e Ustica.
Gli avvocati di Liberty Lines (Alfonso Furgiuele, Lorenzo Contrada e Giovanni Di Benedetto) contestano il provvedimento, denunciando la mancanza di urgenza e presupposti legali, e annunciano di chiedere l’annullamento del sequestro.
Mare Monstrum
Non la prima volta, per Liberty Lines sotto i riflettori della cronaca giudiziaria. Nel 2017, l’operazione Mare Monstrum aveva già evidenziato irregolarità nella concessione dei collegamenti marittimi veloci. La famiglia Morace, azionista di riferimento, finì al centro di indagini su un patto corruttivo con i funzionari regionali.
Il precedente rende l’attuale maxi-sequestro ancora più significativo. La Procura di Trapani sembra voler interrompere schemi consolidati di gestione opaca dei fondi pubblici e di possibile influenza sui controlli istituzionali.
La vicenda può avere ripercussioni dirette sulla politica regionale. La Regione Siciliana ha stanziato milioni di euro per garantire i collegamenti marittimi essenziali.
Sul piano sociale, la posta in gioco è alta: le isole minori dipendono da Liberty Lines per lavoro, turismo e accesso ai servizi essenziali. Interruzioni o instabilità dell’azienda avrebbero ricadute immediate sulla vita quotidiana degli isolani e sull’economia turistica.
Gli effetti economici, la fragilità dei controlli
Il sequestro da 100 milioni non riguarda solo fondi pubblici, ma anche asset aziendali strategici. Se confermate le accuse, potrebbe configurarsi una delle più grandi crisi del trasporto marittimo in Sicilia, con la possibile ristrutturazione forzata della società. Il mercato dei collegamenti marittimi veloci potrebbe subire contraccolpi, con possibili ingressi di nuovi operatori o interventi dello Stato per garantire continuità dei servizi.
L’inchiesta mette in luce fragilità strutturali nel sistema di controllo: avarie non segnalate, giornali di bordo falsificati e funzionari collusi. Sollevati interrogativi sulla sicurezza dei passeggeri e sulla capacità degli enti pubblici di monitorare in modo efficace le compagnie marittime.
Liberty Lines, al centro di un caso che intreccia economia, politica, diritto e vita sociale delle isole siciliane. Tra maxi-sequestri, accuse di corruzione e truffa e una storia di precedenti irregolarità, la vicenda resta aperta.
Sfoglia anche I nostri articoli sulla Sicilia
Torna alle notizie in home