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Traffico rifiuti tessili verso la Nigeria: maxi sequestro di 12 tonnellate a Napoli

L'Italia crocevia delle rotte illecite verso l'Africa e l'Asia

di Angelo Vitale -


Il maxi sequestro di rifiuti tessili diretti in Nigeria dal porto di Napoli spia di un traffico sempre più diffuso. In crescita l’esportazione illecita di scarti tessili dall’Europa verso i Paesi africani.

Il maxi sequestro di Napoli

Nel porto di Napoli, funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno bloccato oltre 130 mila chili di indumenti usati, oltre a scarpe e borse. Erano contenuti in container che risultavano destinati al mercato nigeriano.

Il sequestro è avvenuto grazie al controllo incrociato dei documenti di trasporto: la merce era accompagnata da dichiarazioni che la etichettavano come “oggettistica da rigattiere”, una dicitura usata per farla passare come semplice usato commerciabile e non come rifiuto soggetto a normative ambientali e sanitarie.

Due persone denunciate

All’apertura dei container, invece, gli operatori hanno trovato sacchi stracolmi di rifiuti tessili raccolti in centri urbani e mai sottoposti a selezione, smistamento o igienizzazione. Trattamenti obbligatori per poter esportare indumenti usati senza che questi siano considerati rifiuti speciali.

Le verifiche documentali hanno inoltre evidenziato che le due società coinvolte nella spedizione non disponevano delle autorizzazioni previste per la gestione e l’esportazione di rifiuti tessili, rendendo il trasporto illegale.

In particolare, non esistevano licenze di impresa che attestassero la capacità di selezionare e igienizzare i materiali, né erano presenti permessi per esportare rifiuti all’estero secondo le norme italiane ed europee.

Al termine degli accertamenti, i due rappresentanti legali delle società — un 47enne dell’hinterland napoletano e una 59enne di origine ucraina — sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per traffico illecito di rifiuti e falso ideologico nella compilazione dei documenti doganali.

Le rotte illecite verso l’Africa

Il sequestro si inserisce in un quadro più ampio che emerge da studi e rapporti internazionali sulla destinazione dei rifiuti tessili esportati dall’Europa. Secondo analisi come quelle della European Environment Agency e di altri centri di ricerca sul tema dei flussi di tessili, gli scambi internazionali di abiti usati e rifiuti tessili sono cresciuti notevolmente negli ultimi decenni. Milioni di tonnellate di merci destinate a Paesi non Ocse, in gran parte in Africa e in Asia. Esportazioni che possono includere sia prodotti second‑hand riutilizzabili sia frazioni di scarto che finiscono in discariche o in ambienti non controllati.

L’Italia crocevia dei traffici

L’Italia è tra i Paesi esportatori di grandi quantità di tessili e, come evidenziato da rapporti europei sul settore, gran parte della merce esportata non è adeguatamente differenziata o trattata, creando ambiguità tra “usato commerciabile” e rifiuto tessile. Questo contesto ha contribuito nel tempo a far emergere flussi illeciti di rifiuti che sfruttano codifiche doganali inappropriate e lacune nei controlli per evitare gli obblighi di trattamento previsti dalle normative ambientali.


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