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Economia

Transizione 5.0, al via oggi il maxi piano da 10 miliardi

Il portale apre oggi alle 12. Le tre direttrici di intervento, le priorità di Confindustria

di Cristiana Flaminio -


Transizione 5.0, ci siamo: al via il nuovo piano (triennale) da dieci miliardi di euro. Da oggi sarà possibile accedere al portale a cui le imprese potranno collegarsi per presentare domande e adesioni. La piattaforma aprirà i battenti a partire dalle ore 12 di oggi e sarà operativa sul portale Gse.it, del gestore dei servizi energetici. L’annuncio è arrivato dal ministro all’Industria Adolfo Urso che è andato proprio da Confindustria a dare la buona notizia, la più attesa dalle imprese italiane. “Dopo il successo della prima misura, la più popolare tra le imprese, con oltre 4,25 miliardi di progetti attivati e circa 20mila imprese coinvolte, facciamo un ulteriore passo in avanti, con regole più semplici e una programmazione pluriennale per sostenere al meglio chi investe, innova e produce in Italia, rafforzando la competitività del nostro sistema produttivo”, ha detto il titolare del Mimit.

Transizione 5.0: cosa c’è da sapere

Che ha ripercorso le caratteristiche salienti del nuovo piano Transizione 5.0. Innanzitutto la dotazione finanziaria che potrà contare su uno stanziamento di risorse pubbliche pari a 9,8 miliardi di euro. Quindi le tre grandi direttrici di intervento per le aziende: transizione digitale, gestione dei processi aziendali e, naturalmente, implementazione di modelli produttivi a più elevata sostenibilità ambientale. Che, tra le altre cose, nel nuovo Piano prevede la possibilità di poter investire negli impianti di rinnovabili destinate alla produzione di energia che, poi, sarà impiegata per l’autoconsumo. Insomma, ci sarà la possibilità di ottenere un sostegno, importante, per “farsi” da sé la propria energia. L’orizzonte temporale della misura è triennale. Saranno coperti, infatti, tutti gli investimenti che verranno effettuati dal 1° gennaio di quest’anno e fino al 30 settembre del 2028. Ma l’obiettivo, come ha spiegato Urso, è rendere la misura strutturale. “L’intenzione – ha spiegato il ministro all’Industria – è di renderlo permanente, cioè di andare anche oltre i tre anni, che sono già finanziati”. Gli obiettivi sono ambiziosi.

La “presentazione” di Adolfo Urso

“La differenza sostanziale tra Industria 4.0 e Transizione 5.0 è che questa è l’unica oggi in Europa che consente, con la stessa misura, di investire in innovazione digitale, beni strumentali e in efficientamento energetico, al fine di ridurre il consumo di energia e la dipendenza da altri attori”. E dunque: “Le imprese possono installare pannelli fotovoltaici ai fini dell’autoconsumo industriale. questo è tanto più importante a fronte delle condizioni geopolitiche che dobbiamo affrontare. dobbiamo assolutamente consentire alle imprese di prodursi l’energia che serve, rinnovabile, così da ridurre la propria dipendenza da altri e spesso anche dall’altalena dei costi energetici”. Del resto non è mica una novità che la bolletta sia il nemico numero uno della produttività italiana e che, a viale dell’Astronomia, il tema dell’energia è vissuto come quello decisivo per garantire il futuro industriale del Paese. “La finestra temporale pluriennale consente alle imprese di pianificare con certezza i propri percorsi di investimento e di cogliere le opportunità offerte dalla misura nell’orizzonte di medio periodo”, ha spiegato Urso.

Le priorità di Confindustria

Da Transizione 5.0, va da sé, gli industriali si aspettano molto. È stato proprio il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a brindare all’annuncio di Urso. “Sono contento che c’è la notizia che parte l’iperammortamento, che aspettavamo da mesi. Credo – ha aggiunto Orsini –  che questo sia un overboost per la nostra impresa e credo che questo sia positivo”. Ancora più preciso e circostanziato, invece, l’intervento di Aurelio Regina, vicepresidente a viale dell’Astronomia, che ha ribadito le priorità dell’industria adesso che da Bruxelles è giunto l’ok alla flessibilità per 14 miliardi di sforamento. I temi in agenda sono sostanzialmente tre: l’Energy Release, che per Regina “permette di avere energia a prezzi stabili per un tot di anni a prezzi competitivi, anche inferiori ai 65 euro al megawattora del primo, e innesca quel volano di investimenti necessario e finalizzato a spendere il meglio possibile”.

Investire sì, ma con giudizio

E poi la questione delle infrastrutture e, infine, quella delle Cer, le comunità energetiche. “Lo ha detto anche il ministro Giorgetti, le risorse sono importanti, ma non sono illimitate, doppiamo saperle sfruttare al massimo dell’efficienza e velocemente”. Intanto, almeno su un piano, si può già iniziare. Oggi parte, concretamente, il nuovo piano di Transizione 5.0. In ballo ci sono dieci miliardi. Che dovranno, appunto, essere utilizzati in maniera intelligente per dare un futuro sostenibile, soprattutto economicamente, alla manifattura e all’economia nazionale.


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