Landini sfida il governo, scatta l’esposto Cgil contro il Ponte sullo Stretto
Il sindacato manda gli atti alla Corte dei conti: "A difesa del denaro pubblico"
Spunta l’esposto della Cgil contro il Ponte sullo Stretto: la firma è quella di Maurizio Landini. Il segretario del sindacato “rosso” ha deciso di rompere gli indugi e di adire le vie legali. Nel mirino della Cgil c’è l’infrastruttura simbolo del Pnrr, a cui il governo e in particolar modo il vicepremier e ministro a Trasporti e Infrastrutture Matteo Salvini ha ritagliato un ruolo, anche simbolico, fondamentale. La mossa legale punta a fermare i lavori del cantiere e può aggiungere ulteriori complicazioni al cammino, già accidentato, dell’opera.
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Esposto Cgil contro il Ponte sullo Stretto
La richiesta della Cgil nell’esposto contro il Ponte sullo Stretto è chiarissima. Maurizio Landini, che ha firmato l’atto, chiede “di valutare eventuali profili di responsabilità amministrativo-contabile e di possibile danno erariale derivante dalle gravi violazioni della normativa europea e nazionale in materia di contratti pubblici e tutela ambientale connessi alla delibera Cipess numero 41/2025 e agli atti presupposti relativi al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina”. Ora toccherà ai magistrati. Gli atti, infatti, sono stati girati alle Procure regionali della Corte dei conti della Sicilia e del Lazio e alla Procura generale presso la Sezione giurisdizionale d’appello della Corte dei conti per la Regione Siciliana.
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“Difendiamo il denaro pubblico”
L’esposto Cgil contro il Ponte sullo Stretto non rappresenta “una battaglia ideologica né di una contrapposizione pregiudiziale all’opera”. Ma, come riferisce la stessa Confederazione, si tratta “di difendere il denaro pubblico”. Il tema è centrale: “Parliamo di un’opera il cui costo supera ormai i 13 miliardi di euro e che continua ad aumentare. Nel frattempo, la Società Stretto di Messina ha già assorbito ingenti risorse pubbliche senza che sia stato realizzato il Ponte e senza che i cittadini abbiano visto alcun beneficio concreto. Il Mezzogiorno continua ad avere bisogno di ferrovie moderne, strade sicure, trasporti efficienti, porti, scuole, ospedali e servizi pubblici di qualità. Sono questi gli investimenti che possono migliorare davvero la vita delle persone, creare lavoro e ridurre i divari territoriali”.
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