Arriva la tredicesima ma i consumi restano cauti
La tredicesima (vero regalo sotto l’albero) torna a bussare alle porte di milioni di famiglie italiane e lo fa con numeri da record: 36 milioni di beneficiari e 52,5 miliardi complessivi. Ma dietro l’apparente abbondanza si nasconde un Natale meno spensierato di quanto suggeriscano le cifre. È vero, l’aumento dell’occupazione allarga la platea di chi riceve la mensilità aggiuntiva, ma non basta a restituire fiducia piena nei consumi. La tredicesima resta il perno di dicembre, il motore che accende regali, viaggi e tavole imbandite, ma sempre più spesso diventa anche un salvagente. Un’indagine Confesercenti fotografa un Paese diviso tra “cicale” e “formiche”. Da un lato chi concentra proprio su questa entrata il cuore del Natale tradizionale, con i regali ancora in testa alle priorità. Dall’altro chi sceglie la prudenza, destinando una quota crescente a risparmi, bollette, rate, e soprattutto salute. Non è solo una scelta di stile di vita, ma una risposta obbligata a redditi che faticano a tenere il passo con il caro-prezzi. Spendere meno per spendere meglio è ormai una necessità. Anche i dati sui regali parlano chiaro: il budget medio si ferma a 190 euro e un terzo degli italiani lo ridurrà ulteriormente. I più giovani mostrano un filo di ottimismo, gli over 54 stringono i cordoni della borsa. Crescono invece i viaggi, segno che l’esperienza continua a valere più dell’oggetto, ma anche qui pesano i rincari pazzeschi dei trasporti, che spingono a scelte mirate e spesso anticipate. Il Natale è sempre più digitale: quasi un acquisto su due passa dall’online, complice l’effetto trascinamento del Black Friday, che ha spostato in avanti molte spese. Un anticipo che alleggerisce dicembre ma non cambia la sostanza: le famiglie fanno i conti, confrontano prezzi, tengono a bada gli impulsi. E intanto il caro-prezzi colpisce simboli storici delle feste, dal panettone ai voli (a cui abbiamo dedicato la nostra copertina), erodendo quel potere d’acquisto che dovrebbe sostenere i consumi. Il messaggio che arriva è forte e chiaro: la tredicesima tiene insieme due Italie, ma ovviamente non può reggere da sola il peso della crescita. Senza un recupero stabile dei salari reali e una riduzione della pressione fiscale, il Natale rischia di restare una parentesi, più utile a mettere ordine nei conti che a rilanciare davvero la fiducia.
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