Trump annuncia il blocco ai porti iraniani, la furia di Teheran
L'annuncio del presidente Usa, le minacce di Teheran. Londra si tira indietro
Donald Trump ha annunciato il blocco Usa ai porti iraniani. La manovra inizierà alle ore 10 locali, quando in Italia saranno le 16. L’iniziativa del presidente americano ha scatenato la replica veemente dei Pasdaran e ha sollevato un vespaio di reazioni a livello internazionale. Quel che appare certo è che lo stretto di Hormuz è ancora chiuso e che con le manovre Usa la situazione rischia di aggravarsi. Oppure, come sperano dalla Casa Bianca, di risolversi una volta e per tutte. La tregua è ancora in ballo. Chissà se reggerà.
Trump “chiude” i porti iraniani
Parole dure del presidente: “Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà passaggio sicuro in alto mare”, ha scritto Trump sui social media: “Qualsiasi iraniano che apra il fuoco contro di noi, o contro navi pacifiche, sarà fatto a pezzi”. Dunque è giunto l’annuncio: “Gli Stati Uniti bloccheranno le navi in entrata o in uscita dai porti iraniani il 13 aprile alle ore 10 (ora della costa orientale)”. Alle 16 in Italia. Il post su Truth è rimbalzato immediatamente in tutto il mondo. E da Teheran è giunta la feroce replica: “Un atto di pirateria”.
Teheran non ci sta
La risposta degli ayatollah a fronte della “chiusura” dei porti iraniani minacciata da Trump non s’è fatta attendere. “Un atto di pirataggio”, dicono dall’Iran. Riferisce l’emittente statale Irib che il Comando unificato delle forze armate iraniane ha ribadito che la difesa dei diritti del Paese “è un dovere naturale e legale” e che l’esercizio della sovranità nelle acque territoriali rappresenta un diritto della nazione iraniana. Dai Pasdaran è giunta l’ennesima minaccia: ogni nave americana sarà accolta da “un vortice di fuoco”. Il countdown è iniziato.
Londra non ci sta
Una crepa, un’altra, nei rapporti tra Stati Uniti e Gran Bretagna. Il governo britannico, infatti, ha riferito che non intende aderire al blocco dei porti iraniani annunciato da Trump: “Continuiamo a sostenere la libertà di navigazione e l’apertura dello Stretto di Hormuz, che è urgentemente necessaria per sostenere l’economia globale e il costo della vita nel nostro Paese”. Nessun dragamina né alcun strumento antidrone britannico sarà utilizzato per l’operazione.
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